Recensione del videogame horror Silent Hill

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Introduzione

Il genere dei “survival horror” si può definire come uno degli ultimi arrivati nella scena videoludica.
Per un lungo periodo di tempo, il genere è stato dominato e diretto dal suo rappresentante più famoso, giocato e apprezzato, Resident Evil.
Ma nel 1999, la Konami rilasciò un gioco, senza troppa pubblicità, che avrebbe rivoluzionato radicalmente la scena del genere horror.
Il gioco si chiama Silent Hill, e ci mette nei panni di un “imbranato” scrittore di 32 anni, Herry
Mason, alla ricerca di sua figlia Cheryl nella misteriosa città chiamata Silent Hill .
Ma la ricerca di sua figlia non sarà l’unica cosa a tenerlo impegnato…
Rispetto a Resident Evil, Silent Hill è molto più elevato come Horror, è una bomba di creatività, di ambientazioni geniali che sfiorano lo splatter ben in vista (la scena del cane all’inizio…) per passare alla paura di ciò che non puoi vedere (ma sentire…), il tutto basato su una scelta di atmosfere e personaggi da incubo che, una volta finito il gioco, resteranno nel vostro immaginario per un bel po’…
Il livello di terrore sperimentabile in Silent Hill può portare a situazioni in cui, seppur ben consapevoli di cosa ci sia dietro l’angolo, si ha paura a proseguire.


Storia

Silent Hill è una piccola città di crescente popolarità, la cui economia è basata sul turismo. Harry e Cheryl decidono di andarci a passare le vacanze, quand’ecco che Harry si schianta con la macchina dopo aver evitato per un soffio una giovane donna ferma sul ciglio della strada. Quando si riprende, Cheryl è sparita, e in qualche modo l’atmosfera estiva del posto è stata soppiantata da neve e nebbia. Inseguendo le orme fresche di Cheryl, Harry si ritrova subito risucchiato nel lato oscuro di Silent Hill, dove nulla è normale, dove tutto è arrugginito e grondante di sangue, dove corpi crocefissi adornano i muri e le strade non sono che reti metalliche sospese sul nulla assoluto…Questo è l’inferno che dovra attraversare più e più volte Harry per trovare sua figlia, senza contare che si ritroverà vittima di un intricatissimo complotto in cui una oscura setta cercherà di far risorgere un potente demone-angelo.


Casting e grafica

Solo qualche parola per i personaggi e i mostri, se no vi rovino tutto…
Ad ogni modo, i personaggi di Silent Hill ed in generale la trama del gioco è davvero perfetta, e i mostri-demoni sono quanto di più appropriato per “gettare benzina sul fuoco”. Il risultato, lo potrete sperimentare da voi, è qualcosa di aberrante…
Il design dei mostri è davvero accattivante, i cani riprendono un po’ i loro amici versione zombie di Resident Evil e sono odiosi quanto e più di loro, ma per il resto vi troverete davanti ad una nuova “stirpe” di demoni, e sebbene la grafica non sia incredibilmente sofisticata, riusciranno a gettare la vostra mente nel panico…
Un consiglio? Giocateci di notte e, utilizzando la visuale in prima persona, provate a fissarne uno da vicino…
I più terrificanti sono sicuramente i
demoni-bambino, piccoli demoni con gambette esili e terribili fauci che quando vi avvistano, si dirigono verso di voi urlando e ridacchiando. Ah, sono armati con dei coltelli…
Inoltre possono utilizzare tattiche di gruppo, potrete trovarvi a fronteggiarne due mentre qualcosa alle vostre spalle continua ad avvicinarsi nel buio…
I boss del gioco sono molto vari, sia nelle forme che come sistema per abbatterli, dalla “
lucertola”, alla “falena”,fino al terribile Demone-angelo finale.

La grafica è forse l’unico punto debole, non che sia brutta, anzi, c’è una ricchezza di particolari incredibile e avete una città intera per gustarveli tutti, ma il progetto era troppo ambizioso per le capacità della playstation che è stata spremuta fino all’ultima goccia per poter far girare il gioco.
Risultato? Framerate rallentato a tratti e grafica “pixellata”.
Niente di grave comunque, il risultato è più che godibile.


Giocabilità

I veterani di Resident Evil familiarizzeranno subito con i comandi di gioco, ma forse non altrettanto con le armi.
Sebbene in Resident c’è la possibilità di uccidere gli zombie con il pugnale base, per la maggior parte del gioco ci si affida a pistole e simili, fino ad arrivare al devastante bazooka.
Non in Silent Hill.
La potenza di fuoco è assai limitata,solo una pistola e due fucili, per non parlare delle munizioni scarsissime (certo, se giocate in modalità easy potete andare tranquilli) e del fatto che Harry non è proprio un drago con le armi, provate a vedere come impugna la pistola…
Quindi la vostra capacità difensiva vergerà soprattutto sulla fuga e sulle armi da combattimento ravvicinato, a partire dall’inutile coltello da cucina iniziale, al più utile tubo d’acciaio fino alla spassosissima motosega (ehehehehehe…)
Le due geniali novità del gioco però sono costituite dalla radio e dalla torcia elettrica portatile.
La radio, utilissima, emetterà un suono statico che aumenta con l’avvicinarsi ai nemici, cosa che il più delle volte vi darà il via per una fuga a gambe levate mentre la torcia sarà l’unico modo per illuminare zone del gioco che, per la maggior parte, giacciono nella più totale oscurità.
Ma potrete anche spegnerla, ed ecco un buon motivo per farlo: i mostri sono irresistibilmente attratti dalla luce! Quindi se volete passare indisturbati, brancolate al buio per un po’, ma attenti a non prendere dentro “qualcosa”, sono piuttosto suscettibili…


Sonoro

Nel filmato di apertura sentirete un’agghiacciante strumentale, scaturita dalle note di un mandolino e una elettrica distorta, e questa è praticamente tutta la musica presente nel gioco.
Ma è questo il bello.
La colonna sonora è data dai rumori ambientali, e sebbene nella “normale” Silent Hill non sentirete altro che il vento e la statica della radio, nella versione “maledetta”, le vostre orecchie verranno bombardate da suoni metallici e simili, mettendovi in uno stato di terrore mentale che la vista non può dare, vi sentirete seguiti da presenze che potete solo percepire con l’udito. Vi assicuro che il risultato è così perfettamente disturbante che ci saranno tratti in cui getterete il joypad a terra per tapparvi le orecchie…
L’unica musica è quella dei FMV, che riprende la traccia iniziale. Potrei dire poca ma buona, appropriata e ben realizzata.


Longevità

Il gioco in sé è piuttosto breve, circa 10-11 ore per i più esploratori, tuttavia ci sono molti buoni motivi che vi spingeranno a rigiocarci, come le armi segrete (il martello pneumatico e la motosega) e i CINQUE finali ottenibili, tutti molto vari tra di loro.
La bellezza e complessità della trama vi prenderanno a tal punto che sentirete la necessità di trovare tutti i finali possibili, e da parte mia posso dirvi che ne vale la pena, considerato anche che c’è un demenziale finale con gli alieni…


Parole di chiusura

Silent Hill è sicuramente il migliore horror di sempre e se non vi spaventerà, di sicuro vi disturberà con le sue terribili atmosfere e se siete dei fan del genere vi godrete ogni istante di gioco.
A volte gli indovinelli potrebbero risultarvi strani se non assurdi, ma nella malata città di Silent Hill tutto è fatto con una ragione…Ci si mette un po’ a comprendere la storia, ma è decisamente quanto di meglio possiate trovare…Per concludere, se non lo avete COMPRATELO!
Non ve ne pentirete, parola di Ravenlord.

The fear of blood tends to create fear for the flesh…

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SILENT HILL
SILENT HILL 2
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SILENT HILL 4

 

 

Ravenlord

 

 

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