Pierluigi Marrollo ed i suoi racconti horror

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PIERLUIGI MARROLLO

Al Sole Brucio

 

Per quanto fosse accecante , la luce del sole non riusciva a penetrare le tapparelle serrate della camera da letto. Mentre fuori c'era un mondo intero indaffarato a refrigerare il proprio corpo con i bagni estivi, nel buio della stanza il corpo di Alex giaceva sul letto ancora disfatto.
"Alex, ti decidi ad uscire? Sono le due, non puoi restartene chiuso li dentro tutto il giorno".
La voce della padrona di casa passò inosservata come un'oggetto invisibile.
Il viso affondato nel cuscino , i lunghi capelli biondi disposti come un ventaglio sulla schiena e le braccia incastrate sotto il peso del torace erano tutti elementi che facevano pensare ad uno stato di pesante sonnolenza, magari dovuta a qualche eccesso alcoolico risalente alla sera prima ma i suoi occhi, così celesti e così vuoti , fissi su di un punto indecifrato della stanza, persi nella contemplazione di chissà quale arcano pensiero, viaggiavano silenziosi lungo le coste della malinconia.




"Invisible kid 
never see what he did
got stuck where he did 
fallen through the grid"

(METALLICA- Invisible Kid) 



"Ascolta Alex, io non sono più una bambina, non posso più giocare, quel periodo l' ho passato da un pezzo, quindi mi dispiace dirtelo ma io non ci sto più così, mi tiro indietro, ti lascio...ho anche io il mio orgoglio".

Impossibile non ripensare a quelle parole uscite dalla sua bocca come un fiume in piena, accidenti, fino a pochi giorni prima tutto filava liscio, poi di colpo il collasso, niente le andavava più bene, neppure lei sapeva cosa voleva...o forse si ma non trovava il coraggio di parlare chiaro, troppo difficile.
Alex aveva il cuore trafitto dai chiodi, sanguinava come una ferita sempre aperta, sulla sua schiena ancora il dolore del tatuaggio dedicato ai suoi genitori, l'unica certezza che avesse mai avuto nella vita .
Nella sua mente troppi ricordi, troppi flash, lei che sorrideva , che lo guardava , che gli chiedeva un figlio ed una vita insieme.
Improvvisamente scende il buio, sul palco cala il sipario ed Alex esce di scena , ora tocca ad un'altro, magari con più soldi , che possa darle quello che ora non poteva offrirle.

"Principessa perchè mi hai fatto questo, io ti amavo e tu dicevi di amare me, adesso mi volti le spalle quando mi vedi, fai finta di non conoscermi. Ricordo con quanta ansia attendevo la notte per correre davanti al tuo portone , mi sembrava di vivere in un sogno lungo un' eternità.



"Building a house f fire, baby
buildin' it with our love
we are buildin' a house of fire
every time we touch"

( ALICE COOPER - House of fire)




Questo è un pensiero fisso nel suo cervello, come un chiodo che squarcia le venature del legno.
Nelle sue arterie scorre ancora la passione spenta dal gelo della menzogna, della falsità...chissà quanto spazio ci sarà nel suo cuore ora che Alex dagli occhi azzurri, "il suo piccolo pezzo di cielo", non c'è più.
Gli uomini di questa terra sgomiteranno come cani affamati per avere il posto del privilegiato nel suo cuore incapace di provare amore "vero".
Alex soffre, Alex piange, resta solo, non parla con nessuno, resta nel letto ad occhi chiusi e la sogna ancora al suo fianco, sogna ancora le sue mani che gli accarezzano i capelli...sogna ancora la vita insieme a lei e ai loro bambini.
Pensa a quante volte avrebbe voluto accarezzarle la pancia e baciarle l'ombelico, con la speranza che il loro piccolo sentisse l'affetto di quel bacio paterno.
Tutto è sparito, di un giardino di rose non resta che un piccolo fazzoletto di terra arida , dove nessuna farfalla oserà mai più far planare i colori delle sue ali.

"Principessa , mi hai fatto scordare ciò che ero, mi hai trascinato fuori dalla tenebra e 
mi hai donato la luce...per un'attimo ho sentito l'umanità correre nel mio corpo. Le labbra scorrevano lungo la tua gola stando sempre ben attente che i denti non ti graffiassero. Non lo avrei mai permesso . Annullavo il mio essere perchè il tuo amore placava la mia sete. Di notte fra le tue braccia e poi subito a cercare qualcuno , magari un' ubriaco o qualche anima solitaria nei vicoli bui... sempre prima che sorgesse il sole.

E' dura proseguire, la strada è una sola grande curva che porta sempre nello stesso punto...l'inferno.
Meglio tornare da dove si è venuti e togliere il disturbo...qualcuno potrebbe fare ancora del male a questa piccola anima...desiderosa di amare ed essere amata.

"Principessa , non ti ho mai chiesto nulla, solo l'opportunità di amarti...perchè non l'ho meritata? Cosa ti è mancato? Il denaro? L'affetto? La certezza? Dove ho sbagliato con te? Perchè non hai mai parlato con me di tutto questo? Sei sparita senza neppure dirmi il motivo. Ora tutti ti vedono sedere accanto ad altri ...per me non hai più tempo, sono il passato che non serve più. Ti ho amata con tutto il cuore e il tuo silenzio mi trafigge.
Se ho sbagliato perdonami...anche se vorrei capire dove...ho sbagliato.
Mi hai mentito, ti sei presa gioco di me, mi hai usato come un giocattolo che dopo un po non piace più e lo sostituisci con un'altro che profuma di nuovo.
Spero soltanto che tu non faccia soffrire ancora altri cuori e che non metta mai al mondo quel figlio che sognavamo di avere...non avresti nulla da insegnarli, se non la menzogna , l'egoismo e la cattiveria che fa sanguinare le anime.
Il mondo non ha bisogno di mostri...ne ha già abbastanza."

Alex andò verso la finestra stringendo nella mano destra un piccolo sassolino raccolto all'interno di una grotta durante una splendida notte d'amore con la sua principessa, restò fermo per qualche istante a fissare la tapparella e di colpo la sollevò facendo entrare un'enorme fascio luminoso che irradiò luce violentissima in ogni angolo della stanza, il suo corpo si sciolse all' istante , divenendo nient'altro che un piccolo cumulo di polvere pronto per essere spazzato via dal vento della sera. In quel preciso istante il sole si oscurò e per qualche minuto il mondo cadde nell'oscurità .




"Go to hell with superman
die like a champion"

(BAD RELIGION - Do what you want)


Questo racconto non può essere pubblicato senza il consenso espresso dell’Autore.

 

 

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