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THÈOPHILE
GAUTIER, Racconti Fantastici
Garzanti editore - Coll. I
grandi libri - Pagg. 366 - Prezzo 7,49 euro
"Al
poeta impeccabile
al mago perfetto in lettere francesi
al mio molto caro, molto venerato
maestro e amico
Théophile Gautier
con i sensi
della più profonda umiltà
dedico
questi fiori malsani."
C.B.
Con
queste parole si aprono Les Fleurs Du Mal, dedica sentita di un
poeta eterno ad un altrettanto immortale poeta.
La grandezza di Gautier può forse essere intuita da questo
semplice particolare e lambire il lettore come una folgorazione,
divenendo certezza attraverso i tributi sinceri tributatigli da
altri artisti (Mallarmé gli dedicò un Toast Funebre).
Poeta, perché anche nella prosa Gautier rimane figlio di Erato,
con il suo stile elevato, raffinato e colto; colmo di citazioni e
rimandi artistici che sconfinano nella pittura, nel teatro e nella
musica.
'L'arte per arte' quale credo di un'anima romantica che vive il
proprio romanticismo superandolo, trovandone la consacrazione in
un estetismo spinto alle vette più sublimi ed irraggiungibili.
Questi gli elementi che possiamo ritrovare anche nella raccolta di
racconti fantastici di uno dei più grandi scrittori
dell'ottocento.
L'influenza di Hoffman è manifesta, continui i rimandi e le
suggestioni che riconducono allo scrittore tedesco, così come
voluti sono i riferimenti a Charles Nodier e Gerard de Nerval (ma
in questo caso non si parla di ispirazione quanto parallelismo e
omaggio); gli ambienti evocati, il sogno che domina la realtà e
le atmosfere malinconicamente notturne richiamano alla mente
colori sfumati.
'Oro, marmo e porpora', le tre cose che Gautier ama di più. Tre
elementi, tre colori, tre stagioni emozionali che tingono di
sublime la sua arte, in cui l'estetica di descrizioni colme di
poesia s'intrecciano con la raffinatezza sublimandosi in uno stile
perfetto.
L'onirico è l'unico strumento per superare la realtà,
raggiungibile attraverso l'Arte, il fascino dell'esoterismo o
paradisi artificiali.
Questi elementi - dai connotati autobiografici - li ritroviamo
come di fronte ad uno specchio dalle cornici dorate e d'avorio
nelle suggestioni evocate da La Caffettiera, Onuphiruius ed Onfale
(nei quali l'influenza Hoffmaniana è evidente); in pieces quali
La Pipa d'Oppio ed Il Club dei Mangiatori di Hashish (in cui la
fuga dalla realtà avviene attraverso mezzi artificiali) ed in
racconti quali Il piede di mummia e Arria Marcella, che anticipano
il suo romanzo La mummia.
Il fascino esoterico viene esaltato in Avatar, dove temi quali
mesmerismo e trasmigrazione della anime vengono dipinti con
pennellate raffinate.
E' questo racconto, insieme al conclusivo Iettatura, quello in cui
maggiormente l'ossessione per al morte affiora, ed il fantastico
assume tinte cupe.
Ma il culmine della sua arte viene raggiunto ne La morta
innamorata: nella sensuale ed estetica storia che ruota attorno
alla figura di Clarimonde, l'unica figura vampirica in grado di
rivaleggiare in quanto a fascino con la Carmilla di Le Fanu.
E' questo il tentativo supremo dell'autore di trovare una
dimensione nella quale purezza, bellezza sensualità ed arte si
compenetrino, e dalla quale la morte é bandita.
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