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CHIARA
PALAZZOLO, Non mi Uccidere
Edizioni Piemme - Isbn 8838475571
- Pagg. 427 - Prezzo 16,50 euro
Quando ho visto per la prima volta
questo volume, in un noto supermercato lombardo, con la sua
bella, troppo elegante, copertina in bianco e nero, con tanto di
pipistrello regolamentare che vola verso un'immensa luna piena,
col suo titolo troppo semplice, mi sono detto: "Non lo
leggerei mai! Al massimo lo regalo alla mia bambina, come
alternativa a Piccoli brividi…". Quanto affrettata e
superficiale è stata questa considerazione! Dopo pochi giorni
un "contatto" fidato mi ha consigliato caldamente di
non farmi ingannare dalle apparenze.
A tutt'oggi ho letto il libro già due volte, e sono tentato di
farlo una terza.
Questo romanzo, horror per davvero, di Chiara Palazzolo è di
una bellezza unica. Bella la storia, belli i personaggi,
bellissima la scrittura, fresca, potente e veloce come non mai.
Avete mai pensato che si potesse scrivere un romanzo gotico
senza utilizzare uno stile pesante con tanti fronzoli? La
Palazzolo c'è riuscita, anche se bisogna dire che il suo stile
è un gotico moderno, da terzo millennio. Non una copia di Anne
Rice, piuttosto un'anti-Rice.
La capacità di delineare con tanta potenza espressiva,
arrivando al punto di ricorrere a una punteggiatura impazzita
pur di far saltare all'occhio e alla mente ogni minimo pensiero,
ogni, apparentemente, insignificante espressione, è fuori dal
comune.
Personaggio principale del romanzo è Mirta, ragazzina
prigioniera di un amore più grande di lei. Dopo un tragico
incidente che la vede morire insieme al suo adorato Robin,
Mirta, in virtù di una promessa scambiata col fidanzato, esce
dalla tomba, ritrovandosi nella condizione di non-morta.
Nell'attesa che anche Robin la raggiunga, Mirta si rifugia nei
boschi innevati del monte Subasio, dove, in compagnia di un
gatto selvatico e del fantasma del suo poeta preferito,
imparerà a sopravvivere, in morte, nutrendosi di carne umana e
diventando sempre più potente.
Man mano, una seconda personalità, lucida e spietata, subentra
a quella di Mirta, trasformandola in una macchina assassina
assetata di sangue.
E così, tra allucinazioni, deliri sanguinari, pensieri
assassini, dolorosi rimorsi, Mirta si avvicina a una incredibile
verità, troppo difficile e dura da accettare. Imprevedibile il
finale non finale, che lascia col fiato sospeso e con una
miriade di supposizioni e interrogativi.
Si, perché "Non mi uccidere" è solo l'inizio di una
saga. Quattrocentoventisette pagine che si leggono in tre sole
notti la dicono lunga su un libro che va assolutamente
acquistato!
Chiara Palazzolo è la nuova regina dell'horror!
Inchiniamoci a lei, creature della notte…
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