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IAIN BANKS, La Fabbrica degli Orrori
Edizioni TEA - coll. TEADUE - pagg. 210 - prezzo 7,75 euro

 

"Due anni dopo aver assassinato Blyth, ammazzai il mio fratellino Paul, per motivi completamente diversi e più seri, e l'anno successivo feci lo stesso con la cuginetta Esmeralda, più che altro per capriccio.
Finora questo è il totale realizzato. Tre. Sono anni che non ammazzo nessuno, e non intendo farlo ancora.
Stavo soltanto attraversando una fase.
"

Frank Cauldhame ha diciassette anni e vive con il padre su di un isolotto scozzese, lontano da tutto e da tutti… perché Frank odia tutto e tutti. Frank vive la sua vita, fatta di complessi e personalissimi rituali pagani. Frank ha una propria morale, che nulla ha a che vedere con quella comune. Frank ha un padre, un hippy mezzo sciroccato, un fratello, maniaco incendiario appena scappato dal manicomio, e un amico, Jamie, un nano con il quale spesso si ubriaca al pub. Ma soprattutto, Frank ha la Fabbrica: "La Fabbrica delle Vespe è parte del disegno […]. Il motivo per cui la fabbrica sa rispondere alle domande è che riguarda la Fine - la morte, nient'altro. Tenetevi le vostre viscere e i vostri bastoncini, i vosri dadi e i libri, il volo degli uccelli e le voci e i pendolini e tutte quelle altre stronzate; io ho la Fabbrica, e risponde al presente e al futuro."

La Fabbrica degli orrori è un romanzo sconcertante, particolarissimo, affascinante nella sua schiettezza: un libro che vi lascerà a bocca aperta. Azzeccata, per non dire "obbligata", la scelta di una narrazione in prima persona. Frank Cauldhame racconta con disarmante franchezza di un mondo fuori dagli schemi, di una realtà paradossale, di una vicenda al limite dell'incredibile, esattamente come al limite dell'incredibile sono i suoi protagonisti. La lettura scorre via piacevole, nonostante alcuni cali di ritmo dovuti alla cura maniacale con cui l'autore descrive i pellegrinaggi di Frank sull'isola. Espediente comunque efficace nell'intento di facilitare una problematica identificazione del lettore con il protagonista. Lo stile adottato da Banks è diretto, assai esplicito, spesso brutale, talora decisamente colorito. E' perfetto per Frank, perfetto per questo romanzo, probabilmente difficile da accettare se decontestualizzato.

 

Marco Zolin

 

 

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