Gaston Leroux - Il Fantasma dell'Opera. Recensione del romanzo horror

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Copertina del libro Il Fantasma dell'Opera di Gaston Leroux

GASTON LEROUX, Il Fantasma dell'Opera
Newton & Compton Editori - Pagg. 258 - Prezzo 4 euro

Come in parte viene affermato anche nella nota introduttiva da Vieri Razzini, le numerose riproposizioni cinematografiche non sono riuscite a rendere, se non in maniera sbiadita, questo capolavoro della letteratura.
Sono soprattutto l'essenza e l'atmosfera, l'orrore e il fantastico perturbante, l'unheimlich, aggiungo io, a essere irriproducibili. E si potrebbe fare un parallelo con la sorte accorsa ad altre opere, quali Alice nel paese delle meraviglie e Attraverso lo specchio di Lewis Carroll, inarrivabili dipinti letterari.
Il potere dell'evocazione è inarrivabile.
Attraverso la carta stampata odori, colori, sapori, profumi e, mai quanto in questo caso, suoni, divengono reali, raggiungendo la perfezione nella mente, irriproducibili nella realtà delle arti figurative, il cinema in primis.
E, per ironia della sorte, gran parte del cinema moderno è fortemente debitore in fatto di suspance, colpi di scena e costruzione del climax nei confronti di quest'opera immortale.
Il dramma di Erik - nella cui figura si fondono in un gioco di specchi la sensualità del vampiro, il tema delle maschere e del doppio, la figura di Dorian Grey e dell'ingenua Christine, apoteosi dell'eterno binomio Eros-Thanatos, si dipana in una cornice architettonica perfetta, orchestrata (il termine preso in prestito dalla musica è voluto) dalla sapiente mano del deus ex-machina.
Il romanzo francese viene rinnovato in un perfetto equilibrio di generi: azione, avventura, poliziesco (e qui l'influenza di Poe è evidente), horror, ironia e dramma, convivono sospesi su una sottile linea di perfezione.
La cornice - il teatro dell'Opera - lascia senza fiato.
Come un'appendice del 'mostro' Erik il teatro, con i suoi corridoi, antri segreti, quinte, palcoscenico, porte, camerini, infinite scale, tetti, viene descritto in maniera minuziosa e competente dal maestro Leroux e interagisce con i protagonisti come se fosse - e lo è - vivo.
Non è solo nelle descrizioni che l'abilità di questo maestro fantastico del novecento diviene evidente, ma soprattutto nella sua capacità di incastrare infinite storie in un mosaico senza crepe, nel sedurre il lettore e incantarlo in una spirale priva di uscite, nel gestire climax e anticlimax (in queste pagine molti scrittori e registi troveranno più insegnamenti di quanti qualsiasi corso di scrittura creativa e simili potranno mai offrire loro…), nel procrastinare sino allo spasimo la soluzione. In questo diviene evidente l'influenza metabolizzata del romanticismo e del sadismo, influssi che aleggiano - insieme a mille altri - come un fantasma lungo tutto l'opera.

 

Ian Delacroix

 

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