Walter Diociaiuti - Diabolus in Musika. Recensione del libro horror

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Copertina del romanzo horror Diabolus in Musika di Walter Diociaiuti

WALTER DIOCIAIUTI, Diabolus in Musika
Edito da Ferrara Edizioni – ottobre 2004 – pagg. 110 – prezzo 10,00 euro

Chi ascolta il metal (ma anche il rock in genere, o la classica), senza conoscere la musica in senso strettamente professionale, si sarà chiesto almeno una volta che cos'è quella strana dissociazione armonica, quell'intervallo di tritono sulla distanza delle note Fa-Si che apre in modo inquietante moltissimi brani di gruppi come Black Sabbath ("Disturbing the priest"), Slayer ("Season in the abyss"), Sepultura (la cover della sabbathiana "Sympton of the universe" su "Roots"), Cradle of Filth ("A gothyc romance") , Impaled Nazarene ("The lost art of goat sacrificing").
Come giustamente spiegato da Danilo Arona nell'inquietante introduzione a questo romanzo "maledetto" di Walter Diociaiuti (e mai cognome è stato più utilmente esorcistico, visto il materiale "bollente" con cui avremo a che fare…) si tratta di un passaggio musicale da sempre proibito nella musica sacra, chiamato "campanello della porta di Satana" o, appunto, "Diabolus in musica".
Ed è proprio su questo magico punto di contatto fra la musica rock e il mondo delle tenebre che gira il romanzo: una trilogia di storie ambientate in epoche storico/musicali e luoghi diversi, la Praga degli anni '70, una cittadina americana di inizio anni '90 e la Milano dei frivoli anni '80. Tre storie diverse, ma accomunate dal fatto che tutti i protagonisti sono musicisti e tutti, nel peggior modo possibile, si ritrovano, a causa della fortissima passione per le sette note, a fare i conti con il lato oscuro della "Musika".
E quando finirete di leggere questo romanzo, dopo un allucinante caleidoscopio di antichi spartiti maledetti, caproni con gli orecchini, chitarre che si scordano e si riaccordano dopo tre giorni e tre notti, diabolici incontri notturni, liutai fantasma, strumenti assassini che suonano quel che vogliono tra le mani di chi vogliono, la domanda vi sorgerà spontanea: c'è davvero da ridere quando si parla del rock come della "musica del Diavolo" o quando si citano messaggi subliminali ascoltando un brano al contrario?
A me, qualche dubbio il buon Walter Diociaiuti (amen!) l'ha fatto venire…

Per acquistare "Diabolus in musika"
http://www.dittaferrara.it

 

Domenico "DOM" Nigro

 

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