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EDITH WHARTON - Storie di Fantasmi
Edizioni Newton & Compton 2004 - coll. Labirinti del terrore - pagg. 283 - prezzo 4,00

Luce soffusa.
Come la flebile fiamma di una candela che ad ogni sbuffo di vento trema ed è pronta a svanire nelle tenebre; così, con la medesima delicatezza si presentano i racconti racchiusi nel presente volume della scrittrice americana (premio Pulizer nel 1920 con The Age of innocence), incentrato sulla figura sovrannaturale per eccellenza: il fantasma.
Fantasmi umani, fantasmi di cani (in Kerfol), fantasmi che forse fantasmi non sono (in Miss Mary Pask), fantasmi premonitori (Il trionfo della notte), fantasmi, fantasmi, fantasmi…
Non sono presenze violente, non si assiste a colpi di scena improvvisi, sussulti terribili, ma si osservano soffusi spettri che aleggiano nell'aria e si insinuano ossessivamente sottopelle, delicatamente, ma sempre più nel profondo.
Non è presente nella penna dell'autrice newyorkese di agiate origini la maestria nello
scandagliare l'animo umano di un Poe o l'orrore cosmico ed eclatante di un Lovecraft, non si raggiungono i picchi qualitativi dei maestri assoluti dell'orrore, ma vi è piuttosto l'abile capacità di narrare la manifestazione di un orrore metafisico che prende origine dalla lezione di Henry James.
Questa scelta ha una precisa ragione d'esistere ed una ben determinata sorgente: è il conflitto tra sentimento e costrizioni sociali che Edith Wharton si troverà a sperimentare in vita e che narrerà con vigore nelle proprie opere, anche quando non si cimenterà con il sovrannaturale.
La dicotomia tra la natura (il proprio io, le proprie pulsioni) e l'artificio (la società e le sue regole) trova il suo apice, la più grande violazione delle convenzioni nella figura del fantasma, che con la sua esistenza abbatte la barriera più grande, il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti;
ed in una società conservatrice come quella di origine vittoriana, dove i confini - sociali, umani - devono essere fortemente rispettati, dove ognuno deve recitare la parte a cui è stato assegnato - per nascita in Inghilterra, per 'diritti derivanti dal denaro' a Newyork e negli Stati Uniti - quale più grande sconvolgimento della disgregazione dell'ordine naturale, del crollo delle barriere del mondo degli spiriti, e con esso delle certezze?
Lievi sussurri le narrazioni di Edith Wharton, senza picchi e senza abissi.
Lievi, fragili, sussurri delicati e soffusi, che sotto l'apparenza di delicatezza nascondono la forza disgregatrice dei significati sottesi che celano.

 

Ian Delacroix

 

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