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RICHARD LAYMON, La Bara
Fanucci Editore - coll. Tascabili Immaginario Fanucci - pagg. 352 - prezzo 6,20 euro

"Adesso il cadavere giaceva svelato davanti ai suoi occhi.
Era nudo.
Era il corpo di una donna.
Conficcato in pieno petto vi era un paletto di legno."

La penna di Richard Laymon guida Larry Dunbar, timoroso autore di romanzi horror, verso una scoperta sconcertante. In una città fantasma, nel sottoscala di un hotel abbandonato, il corpo di una giovane donna giace in una bara con un paletto ben conficcato nel cuore. Difficile tenere a freno l'immaginazione.
Che fareste voi trovandovi nella situazione di Larry? Chiamereste le autorità, perché portino via il corpo, con il rischio che il paletto venga estratto, liberando nel mondo un mostro assetato di sangue? Oppure voltereste le spalle al cadavere, lasciando tutto esattamente così come l'avete trovato. Oppure… oppure allunghereste la mano, per estrarre il paletto e dimostrare a voi stessi la futilità di quella che credete essere soltanto un'innocua superstizione?
Si respira aria di mistero per le polverose strade di Sagebrush Flat e la realtà promette di superare di gran lunga la più ardita finzione. La minaccia di un orrore sovrannaturale, un'ossessione crescente, si mischiano a tragici avvenimenti di cronaca. Un mostro si aggira in città, ed un altro potrebbe essere sopito in quella bara.

La forza del romanzo di Laymon sta nell'abilità con cui l'autore riesce a caratterizzare i suoi personaggi, nella misura con cui mescola orrore "quotidiano" e "soprannaturale", nella perizia con cui riesce a mantenere intatto quel sottile filo di incertezza tormentata che domina il libro dal primo all'ultimo capitolo. Lo stile è pulito e scorrevole, e le oltre trecento pagine di cui si compone il libro scivolano via con agilità.

Non credo di esagerare definendo La bara un "piccolo" capolavoro, l'opera che ha imposto all'attenzione del grande pubblico un autore scomparso solo di recente, lasciandoci in eredità una decina di romanzi davvero degni di nota. Unica pecca, i troppi refusi che funestano l'edizione Fanucci, a cui va comunque il merito di aver investito su uno di quegli scrittori a cui, misteriosamente, nel nostro Paese si finisce per negare l'attenzione che meritano.

 

 

Marco Zolin

 

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