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CHARLES NODIER - I Demoni della
notte e altri racconti
Edito da Garzanti - coll. I grandi libri - pagg. 287 - prezzo
7 euro
Il
sogno.
Per Nodier fonte primaria d'ispirazione è il mondo onirico,
personale rifugio per affrontare la vita per colui che "non
aveva sposato nessuna delle grandi dottrine che costituiscono i
dogmi di un secolo ".
Un romantico tra i romantici, sognatore tra i sognatori.
Così non deve stupire che l'opera che apre e domina questa
raccolta, Smarra ovvero I Demoni della notte, sia il racconto di
un viaggio onirico, una discesa fantastica costellata da visioni e
da incubi.
Smarra è il nome dello spirito maligno generatore degli incubi
secondo gli antichi. Le influenze - rilette in maniera
assolutamente unica e personale - sono molteplici e facilmente
individuabili: da Omero all'Asino d'oro di Apuleio, fino al
romanticismo tedesco, da Goethe e i dolori del 'suo' Werther a
Novalis.
Ciò che stupisce in Nodier è la ricchezza visiva delle
allucinazioni che colorano i suoi scritti, il maelstorm di
gradazioni e immagini che inondano il lettore, catapultandolo in
un'atmosfera irreale, eppure vivida e concreta. Allo stesso modo
risultano assolutamente sorprendenti i personaggi che animano
questo mondo di sogni, improbabili figure eppure vive nella loro
forte caratterizzazione.
La dimensione prediletta da Nodier è quella dei contes
fantastiques; l'autore dimostra di trovarsi a suo agio con ogni
sfumatura del fantastico, spaziando dalla tinte fiabesche di
Trilby ovvero il folleto d'Argail, all'ironia e al surreale
portato agli eccessi nel trittico (a dire il vero a tratti
pesante) di Hurlubleu, Granmanifafà d'Hurlubière ovvero la
perfettibilità, Léviathan il lungo, arcikan dei Patagoni
dell'isola Sapienet, Zerothoctro-Schah, Proto-Mistagogo della
Battirna, sino a giungere alla vera e propria atmosfera gotica,
nel conclusivo Ines De la Sierras.
Ed è proprio in questo ultimo brano che la prosa di Nodier riesce
a raggiungere i risultati più convincenti, nell'inquietante e
conturbante figura femminile che dà titolo al racconto,
nell'assoluta raffinatezza della sua danza macabra dispiegata in
una gotica cornice da sogno, tratteggiata con maestria da pennelli
onirici, e capace di sedurre chiunque.
Chi si nutre di letteratura ottocentesca o è rimasto ancorato al
romanticismo ritroverà forse tra queste pagine una parte del
proprio mondo perduto, eden che il secolo in cui si trova suo
malgrado immerso, non permette di raggiungere.

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