Editoriale       Cerca       Concorsi       Comunity       Links       Mail Gratis       Horror Shop       Pubblicità       Contattaci

 

COLLEGAMENTO SPONSORIZZATO

POESIA OSCURA

TORNA A Poesia Oscura...


ANTONIN ARTAUD



Poesie della Crudeltà
Edito da Stampa alternativa - Coll. Fiabesca - pag. 224 - Prezzo 9,5 Euro

" Se sono poeta o attore non è per scrivere o declamare poesie ma per viverle. Quando recito una poesia si tratta della materializzazione corporea e reale di un essere integrale di poesia. "
Antonin Artaud

Il mondo è stato crudele con Antonin Artaud. Lo è sempre con gli spiriti troppo sensibili.
In perenne lotta contro gli altri (dalla polemica contro i surrealisti, movimento di cui lui aveva fatto parte, in maniera più genuina di chiunque altro, al suo arresto per vagabondaggio ed alle allucinanti cure in ospedale psichiatrico con le aberranti torture dell'elettroshock) e contro se stesso (che cos'è d'altronde Révolte contre la poésie - suo scritto - se non una negazione di se stesso?) il visionario poeta-attore marsigliese ha rappresentato una figura unica ed assoluta nel panorama della letteratura.
In questa raccolta dal titolo Poesie della crudeltà, sono comprese le Prime Poesie (1913-1923) di stampo simbolista, Tric Trac Del Cielo, considerato lo spartiacque tra la produzione precedente ed il successivo periodo surrealista, le Poesie (1924-1935) di stampo surrealista, la sua corrispondenza con Jacque Rivière , ed infine L'Ombelico dei limbi.
Opere scritte prima del suo terribile incontro con l'elettroshock, ma nelle quali l'ansia ed inquietudine del visionario sono manifeste.
Le Prime Poesie risentono fortemente delle letture del giovane Antoine: da Baudelaire a Rimbaud passando per Poe, la struttura delle sue opere è prevalentemente tradizionale ed il verso quasi sempre alessandrino.

Sopra un poeta morto

La sua anima di poeta ahimé era partita
Tra i suoni musicali e gotici di una sera
E meravigliosamente tra le sartie nere
Il sole inclinava la sua carena ingiallita.

Allora ero venuto nella mia malinconia
A vedere la spoglia di quest'uomo divino
A vedere la bellezza dove si forma come un repositorio
Il pensiero sublime scintillante e fiorito.

Gli organi del mare facevano un rumore di folla
Le funi rantolavano con un rumore d'onda
Tra le fiamme d'oro di ceri che piangevano.

E voci s'innalzavano dal velluto e dall'oro
Del grande vascello che processioni adornavano
Ai suoni dolcissimi emessi dai flauti della morte.

I germi dell'eccentricità del poeta sono evidenti: basti pensare all'appropriazione di The Haunted Palace di Poe, tradotto liberamente e rielaborato dal poeta, che lo sentiva vicino emotivamente.
Tric Trac Del Cielo è lo spartiacque tra l'influenza del decadentismo (Organi a manovella,organetti, angeli/Inchiostri, lacche, incredibile miscela/Di acidità, di soavità/Vattene mio libro, dalle chiusa membra/Dove il midollo dello spirito s'iscrive,separato/In angeli, lacche inchiostri, miscele/O lucido incubo, sofferenza chiarita) ed il suo successivo surrealismo.
E giungiamo così alle Poesie (1924-1935) in cui i germi che minavano le impalcature classiche delle poesie precedenti trovano fertile terreno su cui germogliare.

Vetri di suono

Vetri di suono dove girano gli astri,
lastre dove cuociono i cervelli,
il cielo brulicante di vergogne
divora la nudità degli astri.

Un latte bizzarro e potente
brulica in fondo al firmamento;
una chiocciola sale e guasta
la tranquillità delle nubi.

Rabbie e delizie, il cielo intero
su noi scaglia come una nube
un mulinello di ali selvagge
piene di oscenità torrenziali.

Antonin Artaud diviene l'esponente più sincero e genuino del surrealismo, distanziandosi dal manierismo e dalle forzature schematiche di certi suoi contemporanei. La collaborazione con Breton e gli esponenti del movimento durò dal 1924 al 1926, quando Artaud venne messo alla berlina per il suo atteggiamento renitente nei confronti della rivoluzione comunista e del dogmatismo ideologico del gruppo.
Artaud viveva ogni giorno in prima persona la condizione di alienazione ed emarginazione, non aveva bisogno di ostentare un atteggiamento precostituito e manierato.
Significativi elementi si evidenziano in tutta la loro drammaticità nelle liriche di questo periodo e nel successivo L'Ombelico dei Limbi: la fisicità ed il suo superamento (il corpo martoriato del poeta diverrà strumento di conoscenza) ed il legame con la magia e l'esoterismo, che andranno ad intrecciasi inesorabilmente.
La magia interesserà il poeta lungo il corso della sua vita, e sarà al pari della poesia e della religione negata e rigettata, in quanto cercata come strumento di redenzione, ed incapace di mantenere le promesse vagheggiate.
Sintesi delle molteplici suggestioni e significati diviene la figura della mummia, protagonista dei due testi La mummia appesa ed Invocazione alla mummia, e ripresa nel brano Corrispondenza con la mummia incluso nei Testi Surrealisti.

Invocazione alla mummia

Queste narici di pelle e d'ossa
dove iniziano le tenebre
dell'assoluto e il dipinto di queste labbra
che tu chiudi come un tendaggio

E quest'oro che ti scivola in sogno
spogliandoti la vita delle ossa
e i fiori di questo sguardo finto
da cui raggiungi la luce

Mummia le mani affusolate
ti rivoltano i visceri,
queste mani in cui l'ombra spaventosa
prende figura d'uccello

Tutto ciò di cui s'adorna la morte
come per un rito vago,
queste chiacchiere d'ombra e l'oro
in cui nuotano i tuoi neri visceri

E' là che ti raggiungo,
lungo la strada calcinata di vene
e il tuo oro è come le mie pene,
peggiore testimone e più sicuro.

La figura della mummia diviene il simbolo della condizione dell'uomo moderno, in stato di morte apparente, tramite tra il mondo temporale l'eternità spirituale.
Figura limite nella quale trasfigurerà lo stesso poeta in Artaud Le Momo (da 'Momo'che in Marsigliese significa pazzo, ma in spagnolo 'maschera', e ancora simile a 'momie' (mummia) e a Momos, divinità greca dello scherno), quando, dopo aver subito anni di internamento ed elettroshock, cercherà di stravolgere la poesia e qualsiasi regola letteraria e del linguaggio attraverso gli 'esorcismi' e le 'glossolalie', disperato tentativo di esprimere qualcosa d'inesprimibile con il linguaggio: il dolore e l'umiliazione.

 

Ian Delacroix

 


CONTACTS