Dopo
gli interessanti (ma non facilmente digeribili) Immense,
Intense, Suspense ed il mini Preach Eternal Gospels, i
Phlebotomized fecero il salto di qualità pubblicando Skycontact.
Quegli anni furono un periodo intenso per il metal, in cui si
assistette ad una serie di contaminazioni che diedero linfa ad
un genere che rischiava di riciclare se stesso.
Partendo da una base di death/doom atmosferico (simile a quello
che caratterizzava i Celestial Season per intenderci, ma meno
raffinato) questi ragazzi olandesi produssero un album che
inglobava influenze progressive, echi di Pink Floyd, con una
strizzatina d'occhio allo stoner (ed ad un certo tipo di 'doom/gothic
metal' dalla struttura pesante, tipo quello offerto degli End Of
Green).
Voci che si susseguono alternandosi, su cui domina il tipico
cantanto growl, cambi di tempo, rallentamenti e sfuriate
improvvise, un piano ed un violino (a dire la verità solo di
sottofondo) in una cornice da viaggio psichedelico.
Come non lasciarsi ammaliare dalla dolcezza di Sometimes o
dall'incedere ipnotico di un pezzo dal titolo geniale come I
Lost My Cookies In The Disco?
Chiudete gli occhi e sprofondate nell'oceano in un viaggio senza
respiro.
Purtroppo dopo questo lavoro ho perso le tracce di questo gruppo…
P.S.
Una curiosità: nell'album è presente un'entusiasmante traccia
nascosta - strumentale - della durata di dieci minuti. Per
poterla ascoltare è necessario schiacciare il tasto play e poi
far tornare indietro il cd di dieci minuti.
