Ophelia's Dream - All Beauty is Sad. Recensione dell'album

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Ophelia's Dream - All Beauty is Sad


Copertina dell'album All Beauty is Sad degli Ophelia's Dream
Anno 1997 - Hyperium - (rimasterizzato Trisol 2002)

Track-list: Tracklist ristampa: 
  1. Rise
  2. Mystère
  3. Réflexions
  4. Piece For Solo Oboe
  5. Tears
  6. Arabesque
  7. Sophia's Prayer
  8. Saltarello
  9. Sophia's Reprise
10. A Fragment
11. Dreams
12. Fairy-Dance
13. Fall
+14. Stabat Mater Dolorosa
+15. Cuius Animam Gementem
+16. O Quam Tristis Et Afflicta
+17. Quae Moerebat Et Dolebat
+18. Quis Est Homo Qui Non Fleret
+19. Vidit Suum Dulcem Natum
+20. Fac Ut Ardeat Cor Meum
+21. Quando Corpus Morietur
+22. Fac Et Ardeat (Piano Versisn)
+23. Arabesque (Demo Version)
+24. Saltarello

L'estetica raggiunge il suo apice in questo cupissimo lavoro neoclassico.
Neoclassico: questa è la definizione che viene data al genere proposto da questa interessantissima band, si tratta in sostanza delle alchemiche nozze tra la musica classica e la darkwave più cupa.
Ed il parto è un funereo gioiello d'arte.
Gli strumenti - rigorosamente classici - sono appannaggio di Dietmer Greulich, mentre alla voce - stupenda - troviamo Julia Tjede.
Ed è proprio la voce di Julia a sottolineare la malinconia dei passaggi, nella ricerca della relazione tra la bellezza e la malinconia, accompagnata da un lacrimevole piano e partiture di stampo neoclassico che richiamano i primi Dead Can Dance.
Il lavoro è uscito nel 1997 per la Hyperium records, nota etichetta discografic di Heavenly Voices, adesso in commercio si trova la ristampa rimasterizzata del 2002 per la Trisol, dove accanto a questo gioiello si trovano l'ep del 1999 Stabat Mater Dolorosa e tre demo songs, il tutto offerto con un booklet di 24 pagine di rare foto che immortalano l'affascinante duo tedesco.
Ora, io non so se la bellezza sia necessariamente triste e malinconica, ma perdendomi nella musica degli Ohpelia's Dream sarei tentato di crederci.

 


 

Ian Delacroix

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