Hocico - Signos de Aberracion. Recensione dell'album

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HOCICO - SIGNOS DE ABERRACION


Copertina dell'album Signos de Aberaccion degli Hocico
Anno 2002 – OUT OF LINE

Track-list:

  1. Pandemonium
  2. Instincts Of Perversion
  3. Untold Blasphemies
  4. Bloodshed
  5. Child's Eternità
  6. Forgotten Tears
  7. Un Alma Y El Vacio
  8. En Otro Lado
  9. Wounds
10.Callate El Hocico

Un pianoforte sintetico ci introduce allo spalancarsi di porte che danno sul distorto scenario futuro, i synths si intrecciano, il crescendo inizia, l'esplosione è tangibile. Finisce l'intro, parte la violenta "Instincts Of Perversion", e i messicani Hocico ci confermano da subito la validità di questa piccola perla gelata ed elettrica.Il sound è una dilatazione violenta dell'EBM, udirete synths che si legano con basi elettroniche furiose e danzabili, la voce distorta e acida. Orizzonti di industrializzazione lancinante vi presseranno le tempie, poiché è quello il luogo verso dove viaggia il disco. Ascoltate la marziale e schizofrenica "Bloodshed" e vi ritroverete in altre dimensioni, abitate da esseri virtuali. Oppure la bellissima "Forgotten Tears" dalle atmosfere dark-gothic, la cieca e spietata "Twisted Lines" dal ritornello disperato e velenoso. Ma il disco contiene un'altra facciata, infatti tra i brani dalla classica struttura ritmata troviamo dei viaggianti intermezzi atmosferici come la stupenda "Un Alma Y El Vacio". Molto ispirati, queste piacevoli parentesi contribuiscono a dare quel "quid" astratto in più al disco, bilanciando i momenti danzabili con quelli riflessivi, ma potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio perché a volte (molto raramente) si ha l'impressione che il tutto freni la carica mostruosa delle songs trainanti.
Ascoltatelo, e forse per stavolta verrete risparmiati dalla pazzia.

 


 

Lord Tsade

 

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