Garden of Delight - Sargonid Seal. Recensione dell'album

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GARDEN OF DELIGHT - Sargonid Seal


Copertina dell'album Sargonid Seal dei Garden of Delight
Anno 1993 - Dion_fortune 

Track-list:

1. Silent Gate (5.32)
2. Shared creation (4:34)
3. The Seal (sarru mass mix) (6:47)
4. Gods And Myths On Sargonid Seals (6:13)
5. The Lost God (5:32)
6. Somniorum Interpretatio (5:08)
7. Confessions Of A Captured Cultist (4:52)

Ascoltare un album dei Garden Of Delight significa immergersi in paesaggi lontani e dimenticati.
E' il goth-rock di matrice nephiliana la fonte d'ispirazione primaria del gruppo di Artaud Seth, ma non solo. Mitologia sumerica, culti dimenticati ed esoterismo si fondono nelle note sepolcrali della band teutonica.
E l'ombra di Lovecraft non puς non aleggiare dietro i sepolcri scoperchiati dai tre musicisti.
Sargonid Seal appartiene al progetto di sette album (cominciato con 'Enki's temple' del 1991 - ed anche qui sin dal titolo veniamo proiettati in suggestioni mitologiche - e conclusosi con 'Paradise' del 1997) composti ciascuno da sette canzoni.
Al termine di quel ciclo i G.O.D. (acronimo suggestivo, eh?) avrebbero dovuto cessare d'esistere.
Cosμ non θ stato, e dopo una pausa di riflessione, Artaud Seth ha deciso di resuscitare la sua creatura, ritenendo che il ciclo non fosse ancora concluso (smentendo l'epitaffio di Paradise, in cui l'ultima struggente song s'intitolava significativamente 'The Circle will be close forever').
Il numero come chiave, come ricettacolo di forze arcane e mistici significati.
Ogni pezzo come rituale, ogni nota come gesto simbolico, la voce di Artaud (fortemente debitrice delle inarrivabili suggestioni di Carl Mc Coy) a recitare invocazioni a creature demoniache di Lovecraftiana memoria, e cosμ non desta stupore trovare pezzi dagli eloquenti titoli 'The Seal', 'The Lost God' o 'Shared Creation' (ispirata niente meno che a quel monumento letterario dal nome 'The Shadow over Insmouth' del solitario di Providence) in questo viaggio senza ritorno.
L'ascolto dei Garden Of Delight richiede di estraniarsi dal mondo esterno per poter essere compreso ed assaporato in pieno, per poter rievocare i perduti splendori quando gli Antichi regnavano su una landa di caos ed orrore.

 


 

Ian Delacroix

 

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