Cinema Strange - Cinema Strange. Recensione dell'album

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CINEMA STRANGE - Cinema Strange


Copertina dell'album Cinema Strange dei Cinema Strange
Anno 2000 - Trisol

Track-list:

  1. Aboriginal anemia
  2. Moundshroud
  3. Nightfalls
  4. Sadist sagittarius
  5. En hiver
  6. Laughing bloody murder
  7. Mediterranean widow
  8. Hebenon vial
  9. Lindsay's trachea
10. Greenward grey

La scena dark americana, ed in special modo nella sua corrente death-rock, sembra attraversare un momento particolarmente felice, ed il numero di band valide che stanno fiorendo da quei lidi è impressionante.
I due poli d'attrazione sono gli stessi che caratterizzarono gli anni '80, e cioè Los Angeles (45 Grave e Christian Death, giusto per fare due nomi di allora che non hanno bisogno di presentazione) e New York (dove la scena fu meno fiorente ed eclatante rispetto alla città degli angeli, ma che diede alla luce nomi ormai storici quali Of A Mesh, The Plague, The Naked and the Dead).
Non stupisca dunque che i Cinema Strange provengano da Los Angeles.
Vi anticipo subito che in questa recensione bisogna leggere tra le righe, poiché questi tre (che nel frattempo sono diventati quattro con l'aggiunta di un batterista al posto della drum machine) folletti californiani sono riusciti a stregarmi sin dal primo ascolto, perciò i miei giudizi potrebbero risultare di parte.
Un grammofono in sottofondo, un cinema retrò.
Questo è il mondo dei Cinema Strange, dove la voce di un folletto (che per quanto i tre personaggi neghino risente di gruppi quali Virgin Prunes, Sex Gang Children ed Alien Sex Fiend) traccia paesaggi fiabeschi e deviati, dove sono creature fantastiche a dominare i sogni e la realtà.
Un interesse particolare rivestono i testi, dove prendono vita personaggi improbabili e surreali, defunti, psichiatri e freaks Burtoniani, e dove l'ironia va a braccetto con la follia.
Cinema Strange - esordio su cd - racchiude la produzione uscita nell'arco degli anni precedenti su vinile, e in cui troviamo classici che hanno invaso i dancefloor di dark-club di tutta europa quali 'En Hiver' o 'Lindsay'Trachea'.
A seguire i tre californiani hanno pubblicato, più maturo e dalle atmosfere soffuse, The Astonished Eyes of Evening, in cui ancora una volta i testi sono più che accessori (e tra i quali troviamo 'Legs and Tarpaulin' ispirata al racconto di E.A. Poe 'King Pest').
Un consiglio: se avete modo, partecipate ad un loro concerto, perché è un'esperienza indimenticabile che coinvolge i cinque sensi, dove le scenografie ricercate v'immergeranno in un'onirica realtà deviata.

http://www.cinema-strange.de


 

Ian Delacroix

 

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