Bauhaus - In the Flat Field. Recensione dell'album

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DARK ROTTEN SOUND ARCHIVE

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BAUHAUS - In the Flat Field


Copertina dell'album In the Flat Field dei Bauhaus
Anno 1980 - 4AD

Track-list:

  1. Dark Entries
  2. Double Dare
  3. In the Flat Field
  4. God in an Alcove
  5. Dive
  6. Spy in the Cab
  7. Smalltalk Stinks
  8. St. Vitus Dance
  9. Stigmata Martyr
10. Nerves
11. Telegram Sam
12. Rosegarden Funeral of Sores
13. Terror Couple Kill Colonel
14. Scopes
15. Untitled
16. God in an Alcove
17. Crowds

Sono necessarie parole per descrivere questo album?
Non credo, le immortali lugubri note Batcave dei quattro vampiri inglesi hanno segnato un'epoca,
Dark Entries, In The Flat Field, Spy In The Cab, Stygmata Martyr, il glam di God In Alcove sono divenuti veri e propri classici di un genere, i loop ripetuti ed ossessivi del basso, la voce teatrale di peter Murphy, vera icona carismatica (basta guardare il video di Bela Lugosi's Dead e le sue movenze), hanno creato un'alchimia unica, influenzando le band a venire.
In quegli anni l'etichetta 4AD creò un vero e proprio culto, vantando tra le proprie file quelli che sarebbero divenuti dei veri e propri immortali del genere, dai Bauhaus ai Clan Of Xymox, passando per i Dead Can Dance.
La voce ed il carisma dell'istrionico cantante - che non aveva l'intimismo e lirismo di un Ian Curtis o di un Robert Smith, ma una teatralità e presenza assoluti - furono sicuramente l'elemento trainante di un gruppo unico, ma i Bauhaus si reggevano sull'equilibrio di quattro individualità perfettamente in sintonia, e se possiamo affermare che i Cure furono (e sono) una creatura di Robert Smith e i Christian Death di Rozz Williams, questo parallelo non vale per i Bauhaus.
L'alchimia unica si ruppe e così l'equilibrio.
Le persone cambiano e così il loro sentire.
Alcuni anni fa il gruppo sembrò voler intraprendere una storica reunion, con la pubblicazione dell'antologia Gotham ed una serie di concerti, poi le strade dei quattro si separarono nuovamente.
E non importa se ognuno è ormai perso nei propri progetti solisti, Peter Murphy smarrito in Turchia sedotto da improbabili influenze etniche, oscure pagine immortali sono state scritte, e nulla potrà mai cancellarle, nemmeno il tempo.

Nota: I pezzi 1 e dall'11 al 17 sono presenti nella versione successiva, rimasterizzata, dell'album, la versione originale contiene i brani dal 2 al 10.

 


 

Ian Delacroix

 

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