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ALICE
COOPER - Hey Stoopid

Anno 1991 - Sony Music

Track-list:
1.
hey stoopid
2. love's a loaded gun
3. snakebite
4. burning our bed
5. dangerous tonight
6. might as well be on mars
7. feed my frankenstein
8. hurricane years
9. little by little
10. die for you
11. dirty dreams
12. wind-up toy
La
strega Alice - possedendo Vincent Furnier - ha stregato milioni di
teenagers americani e scioccato una società bigotta e borghese nelle
due decadi tra gli anni '70 ed '80, ben prima di sbiaditi epigoni quali
il reverendo Manson dei giorni nostri (che non ha potuto mai smentire
l'evidente influenza dei richiami del suo predecessore).
E qui si potrebbero fare interessanti riflessioni sociali su come la
società americana abbia sempre avuto bisogno (e ne abbia tutt'ora) di
queste figure per pulirsi una coscienza sin troppo sporca e per cercare
dei facili capri espiatori per il male e le devianze nei quali le
coscienze sguazzano.
Come spesso accade, sono stati i giovani ad aprire la mente ad una
generazione ammuffita, giocando con un'estetica horror da Grand Guignol
(il rapporto horror-Alice è sempre stato evidente, basti pensare alle
apparizioni del nostro come attore in film horror - spesso di serie b
come Monster Dog - sino a sfociare nel ruolo di capo degli zombi-barboni
ne 'Il signore del male' di Carpenter e nel padre di Freddy Kruger in
Nightmare 6, oppure ricordarlo come artefice del tema di Venerdì 13
parte VI con il pezzo 'The man behind the mask' nel cui video duetta
niente meno che con Jason Vorhees), con mostri di cartapesta,
ghigliottine e camicie di forza (questi gli elementi caratteristici
delle scenografie che accompagnavano gli show della strega Alice - alter
ego del cantante americano ), infrangendo degli assurdi tabù,
esorcizzando ataviche paure sino a quella suprema: la morte.
Alice Cooper ha combattuto i propri demoni (primo fra tutti lo spettro
dell'alcol) in pubblico attraverso la sua musica, offrendo degli
spettacoli che sapessero coinvolgere ed elettrizzare schiere di fans,
spettacoli visivi oltre che musicali, filtrando con il macabro, non per
il gusto di scioccare fine a se stesso - ma quanto per offrire uno
spettacolo - nel senso più ampio del termine - con il quale divertire
le folle.
Lo spettatore andava ai suoi show con il preciso scopo di essere
spaventato (seguendo lo stesso meccanismo per cui si guardano i film
horror), ben conscio di assistere ad una finzione, e di non correre
alcun reale pericolo.
Dopo l'appannamento di successo e di creatività degli anni '80 Alice
Cooper ricerca i fasti del passato affidandosi a Desmond Child e creando
Trash nel 1989, album melodico e lontano dal suo stile (nel quale però
troviamo perle quali Poison o Bad Of Nails), ma è con il successivo Hey
Stoopid del 1991 che si riappropria del proprio scettro, circondandosi
di musicisti del calibro di Steve Vai, Joe Satriani, Vinnie Moore, Slash
(musicista decisamente 10 spanne sotto i precedenti ma altrettanto
famoso), e l'inseparabile Stef Burns, con il lusso della partecipazione
nelle backing vocals di un certo Ozzy Osbourne.
Il contributo di questi musicisti si fa sentire, specialmente nelle
parti portanti di chitarra, e così pezzi come Feed My Frankestein,
Little By Little, Dangerous Tonight, Dirty Dreams ci fanno ripiombare
nel macabro mondo della strega Alice.
Menzione speciale meritano due pezzi: la title track, forte critica
sociale nei confronti dei fan che prendono troppo sul serio le fantasie
macabre dei cantanti, incapaci di distinguere la linea tra realtà e
finzione - messaggio sociale nato dopo polemiche nate per i suicidi di
giovani fan; e
Wind-up Toy, forse il momento più elevato dell'album, in cui un
carillon, una voce di bambina sperduta ed un'atmosfera nerissima
(perfetta colonna sonora da incubi o film horror) narrano la toccante
storia di un bambino particolare, un freak, e dell'incapacità di
comprensione genitori e medici.
Ascoltatela al buio quando siete in casa da soli, sino alla fine, quando
il carillon e la voce della bambina chiamano nel buio Steven, e poi al
termine potrete solo rabbrividire, o scoppiare in lacrime per la
commozione.

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