Whispers in the Shadows - November. Recensione dell'album

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Whispers in the Shadows - November


Copertina dell'album November dei Whispers in the Shadows
Anno 1999 - Mos Rec/Trinity EFA

Track-list:

  1. Can you hear me
  2. A song for the radio
  3. Train
  4. Never go
  5. Following the stars
  6. Voice
  7. Hypnotised
  8. The green blue dream
  9. November
10. Sleep

L'amore di Ashley Dayour - leader del gruppo austriaco - per i Cure, è evidente sino a sfiorare il plagio.
La malinconia autunnale che si snoda lungo le tracce di quest'album (ed di ogni altro album della band, dall'esordio Laudanum nel 1997 sino a Permanent Illusions del 2002 in cui finalmente sembra staccarsi dall'ombra di Robert Smith) è fortemente debitrice dalla band inglese.
Se il gruppo che in assoluto ricalca in misura maggiore le sonorità dei Cure sono gli olandesi The Essence, i Whispers In The Shadows sono quelli che maggiormente ne riprendono il lato cupo e ombroso degli esordi.
Solo una certa sfumatura meno ipnotica e psichedelica sembra distanziarli dalla band di Robert Smith, distanziarli come caratteristiche, perché a livello di talento il paragone non si pone nemmeno.
Eppure nonostante questo i Whispers In The Shadows possono costituire un ascolto piacevole, talvolta riflessivo (la strumentale Can you hear me, Voice o Following the stars), talvolta più danzereccio (Train e Hypnotised), per coloro che come me vivono la malinconia dell'autunno.

 


 

Ian Delacroix

 

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