Recensione dell'album "Mutter" dei tedeschi Rammstein. Album Industrial Gothic

Horror       Editoriale       Cerca       Concorsi       Comunity       Links       Mail Gratis       Horror Shop       Pubblicità       Contattaci

CINEMA           LETTERATURA          MISTERO          MUSICA          FUMETTO          VIDEOGAMES          GRAFICA   

 


DARK ROTTEN SOUND ARCHIVE

ABCDEFGHIJKLMNOPQRSTUVWXYZ

Rammstein - Mutter


Copertina dell'album Mutter dei tedeschi Rammstein
Anno 2001 - Motor / Universal

Track-list:

  1. Mein Herz Brennt
  2. Links 2 3 4
  3. Sonne
  4. Ich Will
  5. Feuer Frei!
  6. Mutter
  7. Spieluhr
  8. Zwitter
  9. Rein Raus
10. Adios
11. Nebel

Non sorprendetevi nel vedere i tedeschi Rammstein fra le pagine di questo sito. Il sottoscritto è stato uno dei loro più accaniti detrattori ai tempi del famosissimo "Du Hast" e dei loro primi lavori così troppo danzerecci e devoti al grande pubblico. I Rammstein hanno però saputo rinnovarsi, fondere la propria personalità musicale ad altri generi e creare quindi un capolavoro indimenticabile quale Mutter. Etichettare quest'album è forse impossibile, date le svariate influenze che ne farciscono perfettamente il filo conduttore, passando così dall'industrial (Das Ich!!) al techno-trash con svariati inserti di rave e musica elettronica fino ad arrivare all'ormai decisivo Rammstein sound, sinonimo di potenza distruttiva e musica gotica come sempre prepotentemente evidenziata dalle infinite doti canore di Till Lindemann.
L'album si apre con la stupenda "Mein Hertz Brennt", song strutturata con cadenzata e gotica ferocia che potrebbe in parte riassumere il nuovo modo di suonare del gruppo teutonico. A seguire "Links 2 3 4", la traccia orecchiabile dell'album che ricorda non poco le vecchie fatiche ma comunque egregiamente stabilizzata su piani artistici e compositivi più elevati rispetto a questi ultimi.
"Sonne" invece è la canzone più struggente e gotica fra tutte, con gli inserti di vocals femminili che si contrappongono divinamente al pesante cantato del singer tedesco. Fra le altre track vanno segnalate l'aggressiva "Ich Will", l'ottantiana (si parla di metal eh?) "Zwitter" e la finale "Nebel", semi-ballata dai toni comunque sempre pesanti. Unico punto nero è sicuramente "Feur Frei!" con l'orribile ritornello (bang! bang!) che mi ricorda l'asilo.
Un pezzo di storia musicale nel bene come nel male.

 


 

Anthony Coia

 

CONTACTS