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Paradise
Lost - Lost Paradise

Anno 1990 - Vile Music

Track-list:
1.
Intro
2. Deadly Inner Sense
3. Paradise Lost
4. Our Saviour
5. Rotting Misery
6. Lost Paradise
7. Breeding Fear
8. Frozen Illusion
9. Internal Torment II
Lost
Paradise, l'esordio di quattro ragazzini di Halifax, non lasciava
presagire i colori d'innovazione che in futuro avrebbe assunto il
Paradiso Perduto, né le potenzialità di un gruppo che solo un anno
dopo avrebbe inventato un nuovo genere musicale.
Questo primo capitolo non è nulla più di un mediocre album di death
metal pesante e rallentato, che può essere accostato agli esordi dei
connazionali Anthema e My Dying Bride e degli scandinavi Tiamat e
Therion, realtà che partite da una radice comune svilupparono ognuna un
percorso autonomo ed originale; la grossa differenza risiede nel fatto
che i lavori dei gruppi sopraccitati (ad eccezione dei Tiamat)
possedevano un livello qualitativo decisamente più elevato rispetto
all'esordio dei Paradise Lost.
Il sound proposto in Lost Paradise, partendo da una struttura death,
comincia ad inglobare alcuni elementi del doom (nella pesantezza delle
scelte sonore, soprattutto), ma palesa l'acerbezza di musicisti poco
più che ragazzini ed i limiti del cantato di Nick Holmes, limiti che in
verità non saranno mai superati.
Monolitico ed ossessivo, pesante come un cielo plumbeo che traccia gli
incubi catacombali del duo Holmes/Mackintosh (che da sempre
costituiranno l'anima dei Paradise Lost monopolizzando la stesura di
testi e musica) Lost Paradise non prevede cambiamenti d'umore o
schiarite, ma dall'inizio alla fine s'inabissa nei recessi più oscuri
della realtà, vagheggiando un'improbabile eden smarrito quale soluzione
per il disagio dell'essere umano.
Le liriche vanno di pari passo con le linee melodiche: morte, oscurità
e tormento.
Trittico stra-affrontato da ogni band di metal estremo, con la
differenza che essendo i Paradise Lost originari della terra d'Albione,
evitano errori ortografici o sintattici che spesso tormentano agli
esordi della carriera band non madre-lingua inglese (vedi Sepultura).
Io talvolta riascolto volentieri quest'album, ma devo essere il più
possibile oggettivo ed imparziale nei miei giudizi, così gli assegno un
voto che rispecchia il reale valore musicale di quest'opera, soprattutto
in relazione agli album futuri.

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