Paradise Lost - Gothic. Recensione dell'album

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DARK ROTTEN SOUND ARCHIVE

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Paradise Lost - Gothic


Copertina dell'album Gothic dei Paradise Lost
Anno 1991 - Vile Music

Track-list:

  1 .Gothic
  2. Dead Emotion
  3. Shattered
  4. Rapture
  5. Eternal
  6. Falling Forever
  7. Angel Tears
  8. Silent
  9. The Painless
10. Desolate

'Tutto comincia da qui', come diceva in una battuta Mickey, personaggio di 'Goonies'.
Si, perché se si vuole trovare un momento per la nascita di un genere ed inquadralo in un album, il gothic metal vide la luce con quest'opera dei Paradise Lost, dal titolo eloquente, che sebbene non avesse la pretesa di costituire un manifesto o una dichiarazione d'intenti, segnò la nascita di un genere.
Dopo il mediocre esordio con Lost Paradise, grezzo album di death metal, i malinconici ragazzi della brumosa Halifax diedero vita al periodo più florido della loro carriera, creando un suono che incorporava elementi atmosferici e gotici (furono i primi ad introdurre tastiere e cori femminili) su una base death/doom metal, inanellando una serie di album (Gothic, Shades of God, Icon e Draconian Times) eterogenei eppur dall'inconfondibile tono, che decretarono lo splendore di un'epoca, e crearono negli anni a venire infiniti epigoni.
Solo dalla terra d'Albione, dove più di una decade prima era nato il dark, poteva nascere un genere, il gothic metal, che pur staccandosi filosoficamente da esso ed avendo una radice completamente diversa - metal al posto del punk, appunto - ne condivideva il clima cupo e lo struggimento malinconico, ma nel quale era presente una notevole componente di rabbia che il nichilismo dark aveva soppresso a favore dell'introspezione.
Il clima di Gothic è pesante ed ossianico, imponente come una cattedrale gotica nella penombra, la voce cavernosa di Nick Holmes lacera con la propria rabbia, gli assoli semplici ma efficaci di Gregor Mackintosh straziano l'aria come le guglie ed i doccioni di un'architettura eterna, mentre ci si immerge sempre più nel profondo, in oscure cripte musicali.
Anche i cori femminili, che sembrano provenire dal passato, non fanno altro che acuire il senso di drammaticità ed oscurità.
La title track è la perfetta summa di questi elementi, un brano che rivela il tema portante della sinfonia dell'oscurità; un mosaico in nove tasselli a creare un rosone di passione, sospeso tra reminescenze del passato death/doom (Dead Emotion o Silent) e momenti più melodici, che trova il suo apice nella trascinante Eternal, che come la statua destinata a vegliare su di un'imponente tomba, racchiude i segreti dell'eternità.
Musicalmente Gothic è lungi dall'essere un prodotto perfetto - affermerebbero sterili critici ed accademici - ma per fortuna la forma è secondaria alla sostanza, e la tecnica all'idea/emozione, così le asimmetrie di questa immensa cattedrale risplendono di tenebra propria nella loro perfetta imperfezione. Come diceva Gerard De Nerval:
' Je suis le Ténébreux, - le Veuf, - l'Inconsolé,
Le Prince d'Aquitaine à la Tour abolie:
Ma seule Etoile est morte, - et mon luth constellé
Porte le Soleil noir de la Mélancolie.
'

 


 

Ian Delacroix

 

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