On Thorns I Lay - Crystal Tears. Recensione dell'album

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On Thorns I Lay - Crystal Tears


Copertina dell'album Crystal Tears degli On Thorns I Lay
Anno 1999 - Holy Records

Track-list:

  1. Crystal tears
  2. My angel
  3. Obsession
  4. Crystal tears II (loosing her)
  5. Ophelia
  6. Eden
  7. Enigma
  8 Midnight falling
  9. All is silent
10. Feelings

Presenti solo nell'edizione giapponese:

11. True belief
12. Oceans
13. All is silent (previous version)

Dopo il liquido Orama - album death/doom con delle chitarre da sogno dal suono unico e particolare ed una voce uscita direttamente dall'oltretomba - i Greci On Thorns I Lay emigrarono in Romania e si affidarono nelle parti vocali all'angelica Marcela Buriana, partorendo il loro album più maturo, lo splendido e malinconico Crystal Tears.
La viola di Elena Dorolei imprime grazia e raffinatezza ad un lavoro di metal atmosferico omogeneo e maturo sorreggendo la struttura dei brani; il sottoscritto adora gli strumenti classici, così un suono del genere non può che mandarmi in visibilio.
Ma non è solo l'uso della viola a nobilitare questo lavoro: i pezzi sono ispirati, la voce di Marcela è aggraziata e si staglia rispetto alla mediocrità di molte, troppe cantanti gothic-metal, ed il cantato di Stefanos Kintzoglou (anche bassista e paroliere della band) è l'ideale ornamento di una prestazione superba.
Come in un complicato gioco di specchi l'equilibrio è perfetto, sospeso su toni suadenti e melliflui, in grado di stupire l'ascoltatore a più riprese, l'atmosfera è ancora liquida anche se ha perso la pesantezza e la monoliticità di Orama, acquistando grazia e nobiltà.
Per capire le mie parole si ascolti il brano Eden e la sua malinconicità, tremando quando la fragilità della voce pronuncia la frase 'I'm falling…' e la viola solletica le corde interiori.
L'unico rammarico che si può provare in quest'album riguarda le chitarre, il feeling mediterraneo e onirico dell'album precedente è andato perduto, ed è l'unica lacuna che preclude a questo (ottimo) lavoro di raggiungere la perfezione.

 


 

Ian Delacroix

 

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