My Dying Bride - The Angel and the Dark River. Recensione dell'album

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My Dying Bride - The Angel and the Dark River


Copertina dell'album The Angel and the Dark River dei My Dying Bride
Anno 1996 - Peaceville

Track-list:

1. The Cry of Mankind
2. From Darkest Skies
3. Black Voyage
4. A Sea to Suffer In
5. Two Winters Only
6. Your Shameful Heaven

7. The Sexuality of Bereavement - bonustrack (digipak ed. CDXVILE 50 only)

L'angelo e il fiume oscuro. Immagini di purezza e di oscurità come simboli del bene e del male, i due poli opposti di un continuum che tendono a sfumare in un'unica dissolvenza.
La sintesi dei due opposti in un'unica immagine decadente.
Così come l'angelo rappresenta la purezza e la delicatezza e il fiume l'oscurità, così As The Flowers Wither era la manifestazione dell'anima violenta e rabbiosa della Sposa Morente e Turn Loose The Swans la controparte languida e soffusa.
The Angel and The Dark River diviene la sintesi di questi due momenti, il perfetto connubio tra la disperazione, le ombre e la fragilità di sentimenti malinconici.
In sei pezzi della lunghezza media di otto minuti ciascuno si sprofonda nell'abisso più cupo, che diviene il lamento universale (Cry Of Mankind) dell'umanità, una discesa nella profondità degli inferi interiori (Black Voyage) attraverso un cielo senza stelle (From Darkest Skies), dove la ricerca disperata di una speranza (Two Wintes Only) si perde in un oceano (A Sea to suffer In) d'incertezze (Your Shameful Heaven).
Simbolo di un'alchimia unica il violino di Martin Powell - vero marchio distintivo, insieme alla voce di Aaron Stainthorpe - che sottolinea la drammaticità di ogni passaggio emotivo (si ascolti in questo senso l'assolo presente in Black Voyage), stregando l'ascoltatore in una tragica spira senza soluzione, un mare nel quale affogare e riaffogare eternamente.
Insieme a Turn Loose The Swans il momento più solenne ed ispirato dell'intera carriera dei My Dying Bride, che con la successiva dipartita del violinista hanno inevitabilmente perso un ingrediente fondamentale della loro oscura alchimia, oscillando tra ottimi album (The Dreadful Hours o The Light at the End Of The World) e album meno ispirati (sia d'esempio 34.788% Complete).

 


 

Ian Delacroix

 

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