Judas Priest - Painkiller. Recensione dell'album

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JUDAS PRIEST - Painkiller


Copertina dell'album Painkiller dei Judas Priest
Anno 1990 - Columbia

Track-list:

  1. Paikiller
  2. Hell patrol
  3. All guns blazing
  4. Leather rebel
  5. Metal meltdown
  6. Night crawler
  7. Between the hammer and the anvil
  8. A touch of evil
  9. Battle hymns
10. One shot at glory

Judas Priest, Painkiller... che dire che non sia già stato detto?
Uno dei migliori album della storia dell' heavy metal e, secondo molti (compreso il sottoscritto) il miglior album in assoluto della storica band inglese.
Una band che già nel 1974 faceva il proprio debutto discografico suonando un'hard rock che ben presto si sarebbe trasformato in vero e proprio heavy metal sempre più pesante e aggressivo. Infatti il percorso compiuto da Rob Halford e compagni è stato sempre all'insegna del più puro ed incontaminato metallo pesante, con un'evoluzione che è andata sempre più sulla ricerca della potenza sonora, al contrario di quello che hanno fatto molte bands loro contemporanee, che hanno messo a segno debutti fantastici per poi buttarsi sul commerciale "ammorbidendosi" man mano che passavano gli anni..
Loro, non essendo una comune band, hanno seguito il percorso contrario e, nel 1990, quando molti li definivano "dinosauri" e li davano ormai prossimi alla pensione, uscirono con quest'album che ammutolì tutte le nuove bands che avevano preso il cuore dei più giovani, un album di una potenza e di una classe ineguagliabili in campo metal tradizionale.
Il pezzo di apertura, cioè la title-track, è la canzone heavy metal per eccellenza, racchiude in sé: incredibili rullate di batteria, riffs taglientissimi, splendidi assoli di chitarra, voce "isterica" e dannatamente "metallica" e tanta, tanta potenza! Se un marziano arrivasse sulla terra e mi chiedesse "Cos'è l'heavy metal?" non avrei dubbi sulla risposta , gli farei ascoltare Painkiller!
I brani che seguono sono uno migliore dell'altro, dall'epica "Hell patrol" alle potentissime "All guns blazing", "Leather rebel" e "Metal meltdown"; dall'oscura e "Horror" "Night crawler" all' affilatissima "Between the hammer and the anvil" ad un'altra perla oscura e dannata come "Touch of evil" passando per la bella strumentale "Battle hymns" e per concludere con la splendida "One shot at glory", non un brano scontato, non un calo di tensione, una bomba da ascoltare tutta d'un fiato, sempre che i vostri timpani reggano!
Un album veramente leggendario, per un gruppo che racchiude in se tutti gli stereotipi e i luoghi comuni dell' heavy metal, poiché loro hanno costruito l'heavy metal sia dal punto di vista musicale che da quello dell'immagine ed in questo disco si sente eccome! Potenza ,sudore, pelle e borchie, urlacci, amplificatori al massimo volume, passione, coerenza; questi sono i Judas Priest, questo è "Painkiller"

 


 

Giuseppe Maisola

 

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