Ghost Dance - Gathering Dust. Recensione dell'album

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DARK ROTTEN SOUND ARCHIVE

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GHOST DANCE - Gathering Dust


Copertina dell'album Gathering Dust dei Ghost Dance
Anno 1988 - Karbon

Track-list:

  1. River of no Return
  2. Celebrate
  3. Heart Full of Soul
  4. Can the Can
  5. Last Train
  6. A Deeper Blue
  7. Yesterday Again
  8. Both Ends Burning
  9. The Grip of Love
10. Where Spirits fly
11. Radar Love

Concludiamo il trittico nostalgico iniziato con i Mephisto Waltz e proseguito con gli Skeletal Family, con i Ghost Dance.
Tre gruppi simili tra loro per essenza.
Ann-Marie e Gary Marx - presente nella prima incarnazione dei Sisters Of Mercy - s'incontrarono ad un concerto dei Sisters Of Mercy dove gli Skeletal Family, band nella quale Ann-Marie cantava, costituivano la band di supporto.
Poco tempo dopo insieme ad Etch e una drum-machine, nominata Pandora, diedero vita ai Ghost Dance, brillante e talentuoso progetto in pieno stile ed attitudine goth.
La dimensione live li vide spesso protagonisti, mentre diverse furono le realease di singoli, 7" e 12".
Gathering Dust è un ep che comprende il materiale uscito tra il 1986 e il 1987 sui tre 12" River Of No Return, Heart Full Of Soul e The Grip Of Love, ed è al testimonianza di uno dei migliori esempi di gothic-rock ottantiano.
La voce di Ann-Marie estremamente emotiva si amalgama alla perfezione con le chitarre di Gary Marx; chitarre che erano state presenti sul capolavoro First And Last And Always a nome Sisters Of Mercy, e che, ancora libere di spaziare dopo il divorzio da Eldritch, donano la melodia ed il pathos necessario per evocare figure spettrali.
La produzione, ancora lontana dal suono patinato di major e di supporti cd, accresce l'alone di teatralità dei brani.
E così le varie River Of No Return, Celebrate (forse il loro singolo più famoso) e Yesterday Again scorrono con il loro romanticismo goth rievocando serate lontane, fumosi club underground britannici ed un'era ormai defunta.
Rispetto ad altre realtà goth-rock dell'epoca i Ghost Dance privilegiarono l'aspetto soft e melodico, evitando certe spigolosità o ritmiche ipnotiche di band più dedite al versante death-rock.
Così certi brani risultano quasi 'soft' se paragonati a certi suoni dark, eppure fortemente incastonati nella scena e nel clima goth, lontani da clichè ed easy-listening, ma pregni di significato ed atmosfera.
Purtroppo i Ghost Dance non ottennero mai il successo che meritarono (quanti di voi li conoscevano prima di ora?), e dopo anni passati alla ricerca di un contratto e la sospirata pubblicazione di un album, Stop The World nel 1989 con la Chysalys, i diversi membri proseguirono ognuno per la propria strada.

 


 

Ian Delacroix

 

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