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Cemetery
of Screams - Melancholy

Anno 1995 - Croon
Records

Track-list:
1. Prologue (fragment of Leopold Staff's Poem)
2. Melancholy
3. Dolor Ante Lucem
4. Gods of Steel
5. And Just the Birds...
6. Apocalyptic Visions (part 2)
7. Anxiety
8. Lanscape of Sadness
9. Lost Flowers
10. Violet Fields of Extinction
11. Epilogue (fragment of Leopold Staff's Poem)
Bonus
track:
12. The Shadow of Notre Dame Cathedral
La
melanconia dell'est si manifesta in un cimitero di urla glaciali.
Non a caso ho usato il termine glaciale, poiché la desolazione
dell'abbandono viene ricreata dalle atmosfere di questo gruppo
Polacco.
Il prologo si apre con un pianoforte che rivela quale sarà
l'elemento portante dell'intero lavoro: l'alternanza di bianco e
nero, con le tastiere sempre in evidenza a sottolineare la
drammaticità delle composizioni.
Per alcuni versi il death/doom ossessivo e rallentato di
Melancholy può ricordare in alcuni passaggi i primi My Dying
Bride, quelli dell'inarrivabile Turn Loose The Swans, anche se le
differenze sono molteplici, a partire dalla voce di Marcin Kotas,
spesso recitata e parlata, anche quando si affida al growl,
piuttosto che cantata.
I brani sono dilatati e lunghi all'inverosimile, creando quello
stato di sospensione e cappa plumbea che sembra avvolgere
l'ascoltatore sino a renderlo in trance, inerme di fronte al
grigio circostante.
Tuttavia le composizioni non annoiano, quando meno te lo aspetti
si ha un cambio di ritmo, un rallentamento, o il piano che entra
in scena, o ancora le chitarre che irrompono ed il cantato che si
anima, è un dolce strazio, come un'amante che ti solletichi a
poco a poco sino allo sfinimento.
L'apice del lavoro è racchiuso in mezzo al disco, con Apocalyptic
Visions (part II) e soprattutto Anxiety (di cui esiste un video
estremamente casalingo ma realmente inquietante che potete vedere
sulla videocassetta Beauty in Darkness, edita nel 1996 dalla
Nuclear Blast), ricettacolo delle emozioni inquietanti dell'album,
brano che riesce ad instillare un'incredibile senso di disagio e
precarietà nell'alternanza di momenti malsani, con il cantato di
Kotas che sia adatta ai vari passaggi, ed un'alienata voce
femminile in sottofondo.
Non so perché ma quest'album mi porta alla mente il misticismo ed
i segreti gotici di una città unica come Praga, e non importa se
i Cemetery Of Screams sono provengano dalla Polonia: Praga viene
richiamata da sottili associazioni mentali quale simbolo gotico
dell'inquietudine e del fascino magico dell'est Europa.

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