Recensione dell'album "Last Confessions" dei Cemetary. Album Gothic Death Metal

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Cemetary - Last Confessions


Copertina dell'album death metal Last Confessions dei Cemetary
Anno 1997 - Black Mark

Track-list:

1. Forever
2. Caress The Damned
3. So Sad Your Sorrow
4. 1213 Trancegalactica
5. Twin Reactor
6. Fields Of Fire
7. One Burning Night
8. Carbon Heart

Quest'album in realtà nasce da una mossa sporca della Black Mark, l'etichetta con cui i Cemetary incidevano, anche se nelle diciture in fondo allo scarno booklet compare la scritta 'Porduced by Mathias Lodmalm'.
Non so come si siano svolti i fatti, il risultato è che Lodmalm lasciò la Black Mark per accasarsi con la più potente Century Media fondando i Sundown (formazione nella quale - tramite uno scambio di elementi con i conterranei Tiamat - entrò il bassista Johnny Hagel) e dando alla luce lo stesso anno l'album Design 19.
In contemporanea la Black Mark pubblicò Last Confessions, album della durata di 28 minuti, spacciandolo per l'ultimo lavoro dei Cemetary.
In realtà le otto song qui presenti erano ancora delle tracce non completate da Lodmalm, ma che avrebbero dovuto fornire le basi per il suo nuovo album (affinità con alcune sonorità di Design 19 sono evidenti).
Ed è un vero peccato un risultato del genere, perché con una produzione adeguata si sarebbe potuto produrre un album stupendo.
Già così il risultato non è affatto da disprezzare nonostante la precarietà, i brani hanno delle potenzialità notevoli (superiori addirittura a Sundown): Caress The Damned, 1213- Trancegalactica (il numero 1213 ritornerà nella nuova incarnazione di Lodmalm dopo i due album a nome Sundown, i trascurabili Cemetary1213) dal sapore 'arabeggiante' e la 'ballad' One Burning Night sono apprezzabili, e non voglio pensare a come sarebbero risultati se fossero stati più curati; il sound trova delle profondità ed una cupezza mai raggiunte, comincia a comparire l'elettronica (inglobata e sviluppata nei successivi lavori di Lodmalm, in special modo nel ruvido secondo album dei Sundown - Glitter -), il metal filtra con il rock ed il goth-rock, il timbro della voce di Lodmalm si abbassa e più di ogni altro lavoro l'influenza dei Fields of the Nephilim affiora.
Tristemente il capitolo Cemetary si chiuse in una maniera inadeguata, Lodmalm produsse ancora un grande album (Design 19 con i Sundown), riesumò i Cemetary dando alla luce un album inascoltabile e confuso in cui virava verso l'industrial, The Beast Divine, a nome Cemetary1213 sempre per Century Media.
Mi è giunta voce dell'uscita proprio quest'anno di un album a nome Cemetary dal titolo Phantasma, non ho idea di quanto ci sia di vero e se si tratti di una raccolta o del ritorno di Lodmalm alle origini, la scelta del moniker comunque fa ben sperare…

 


 

Ian Delacroix

 

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