|
Cemetary
- Black Vanity

Anno 1994 - Black
Mark

Track-list:
1.
Bitter Seed
2. Ebony Rain
3. Hunger Of The Innocent
4. Scarecrow
5. Black Flowers Of Passion
6. Last Departure / Serpentine parade
7. Sweet Tragedy
8. Pale Autumn Fire
9. Out In Sand
10. Rosemary Taste The Sky
Mathias
Lodmalm è stato un personaggio di rilievo ed al contempo
sottovalutato nella scena metal svedese degli anni '90, così come
i suoi progetti musicali (Cemetary divenuti poi Cemetary1213, e
Sundown).
Dopo un esordio di stampo death, Black Vanity rappresenta insieme
al successivo Sundown e all'album d'esordio della successiva
incarnazione dei Cemetary, i Sundown (Design 19 del 1997,
giudicato da molti 'il miglior album dei Paradise Lost', che in
quel periodo erano alle prese con la svolta musicale del
controverso One Second), l'apice della carriera di Lodmalm.
Gothic-metal che fonde elementi ParadiseLostiani e dei conterranei
Tiamat - ma sviluppati autonomamente in quanto i Cemetary sono
contemporanei alle band citate - ed anche una spruzzatina di
Fields of the Nephilim, gli elementi fondamentali di questo lavoro
atmosferico, in cui le chitarre (suonate dal futuro bassista dei
Tiamat, Andrew Iwers) giocano un ruolo primario, con la loro
cadenza ritmata e 'sporca'.
Brani come Bitter Seed, Ebony Rain, Pale Autumn Fire o la sofferta
Sweet Tragedy nulla hanno da invidiare ai capolavori di quelle
band che poi sarebbero diventate le icone del genere, ed in un
certo senso mi sono sempre domandato perché i Cemetary non
abbiano ottenuto il successo di Paradise Lost (la voce di Lodmalm
è simile per timbro ma sicuramente superiore a quella di Nick
Holmes), Tiamat o Anathema (discorso che si potrebbe estendere ad
un'altra band sottovalutata e che agli esordi navigava in
sonorità simili, i Lake Of Tears), forse il fatto di incidere per
la Black Mark può averli penalizzati (anche se ricordiamo che per
questa etichetta incidevano anche gli immensi Edge Of Sanity), o
forse semplicemente la casualità non ha permesso ai Cemetary di
ottenere il riconoscimento che meritavano.
Dal canto mio rispolvero questa valida band, consigliandola a chi
ama le sonorità dei gruppi da me menzionati ed è legato al
fascino antico delle atmosfere da esse evocate (c'è poco da fare,
il gothic-metal dei primi anni '90 è distante anni luce dalle
sonorità moderne, molto più oscuro e mistico, anche nei suoni di
band che c'erano già all'epoca come Paradise Lost o Tiamat),
sottolineando come i Cemetary siano tra le prime leve del genere e
come siano superiori alle miriadi di band sorte come funghi alla
fine degli anni '90 (o addirittura più tardi) e che purtroppo
adesso infestano il mercato con prodotti mediocri e dalle
sonorità eccessivamente piatte e pulite..

|