Cannibal Corpse - The Bleeding. Recensione dell'album

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CANNIBAL CORPSE - The Bleeding


Copertina dell'album The Bleeding dei Cannibal Corpse
Anno 1994 - Metal Blade

Track-list:

  1. Staring through the eyes of the dead
  2. Fucked with a knife 
  3. Stripped,raped and strangled 
  4. Pulverized 
  5. Return to flesh 
  6. The pick-axe murders
  7. She was asking for it
  8. He bleeding
  9. Force fed broken glass
10. An experiment in homicide

Dopo l'incredibile tomb of the mutilated, nel 1994 il combo floridiano sforna quello che da molti è considerato il loro capolavoro assoluto, tale "The Bleeding", un concentrato di pura violenza farcita dai soliti testi ultrasplatter che hanno da sempre accompagnato la carriera di questa band fondamentale per il brutal death.
Sono fin troppi i classici contenuti in questo disco, partendo dalla opening "staring through the eyes of the dead", che live diventa forse uno dei più aggressivi pezzi mai composti dai Cannibal, per andare avanti con due pezzi al fulmicotone che tutti conoscono…nessun metallaro può rimanere immobile mentre ascolta le sfuriate come "fucked with a knife".
Bisogna ammettere che il lavoro dei chitarristi in questo album è veramente eccelso (non a caso Rob Barrett suonava con i Malevolent Creation), mentre ogni commento è pressoché superfluo, parlare della sezione ritmica dei Cannibal; Webster è un genio tecnicamente parlando, e in fase di songwriting è praticamente inarrivabile.
A mio avviso l'unica song un po' deludente è la lenta "return to flesh", con un riffaggio soffocante e due soli non molto appropriati.
Le influenze Thrash si fanno sentire, soprattutto nella titletrack, con dei riffs complicati che ricordano (ma forse è solo un'impressione personale) i vecchi Megadeth addirittura.
Un acquisto obbligato per tutti, non sono per gli appassionati di brutal.

 


 

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