Biglietto per l'Inferno - Biglietto per l'Inferno. Recensione dell'album

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Biglietto per l'Inferno - Biglietto per L'inferno


Copertina dell'album Biglietto per l'inferno dei Biglietto per L'Inferno
Anno 1974 - Trident Records

Track-list:

1. Ansia
2. Confessione
3. Una strana regina
4. Il nevare
5. L'amico suicida
6. Confessione (strumentale)

Poche band in Italia si sono cimentate con l'Hard Rock; poche tranne qualcuna : Rovescio della medaglia, I teoremi, Biglietto per l'inferno. Ed è proprio del capolavoro di questi ultimi che parleremo. Il disco in questione è a mio parere, il miglior album di Rock duro mai fatto in Italia (alla pari con "La Bibbia" dei Rovescio della medaglia). L'hard proposto dal sestetto di Lecco si caratterizza dalla presenza di forti influenze progressive del periodo (Genesis, Van der Graf Generator, King crimson, Jethro Tull) rielaborate in chiave più dura ed oscura, ottenendo un risultato estremamente personale e di ottima qualità.
Il disco esordisce con un breve pezzo "Ansia" che inizia con melodie tranquille e con delicati arpeggi di chitarra per poi rivelarsi in tutta la sua drammaticità con le tastiere che dettano la melodia ed un sottofondo di chitarra distorta e basso che guidano il ritmo. Questo breve pezzo è la giusta introduzione per "Confessione" che a livello lirico continua il discorso iniziato con "Ansia" e che a livello musicale ci fa vedere di cosa i Biglietto siano capaci: inizio con tastiere "celestiali" ma estremamente inquietanti che fanno da sfondo alla voce del confessore (il singer e leader del gruppo Claudio Canali) seguite da un eccellente riffing chitarristico che accompagna la veemente risposta del confessato (sempre Claudio Canali) ,con basso e batteria che eseguono un lavoro superlativo e con il chitarrista Marco Mainetti che si avventura in assoli dannatamente Rock come raramente si è visto in Italia, già solo questo pezzo vale l'acquisto del disco! In "Una strana regina" le tastiere assumono un ruolo fondamentale disegnando melodie sempre incredibilmente sinistre e con Claudio Canali, (che oltre a cantare,scrive i testi e suona anche il flauto), che alterna momenti melodici a parentesi "velenose" con un suono di flauto che invece di rendere il tutto più melodico viene usato per dare un senso di angoscia dal quale viene difficile liberarsi. "Il nevare" è un altro piccolo capolavoro con arpeggi acustici che si alternano a sciabolate di chitarra distorta con il tipico suono della Gibson Les Paul di Mainetti; in finale del pezzo Canali ci dà una dimostrazione di maestria con la sua splendida voce che,a tratti, mi ricorda R..J. Dio.
Siamo al capolavoro assoluto,ad un pezzo che definire "solo" musica è riduttivo: 15 minuti di sofferenza, tristezza , angoscia, follia e disperazione, tutto questo è "L'amico suicida",un pezzo dove i Biglietto ci mostrano tutto il meglio del loro repertorio, fatto di sinistre atmosfere da brivido, create dalle tastiere e dalla chitarra e di magistrali interpretazioni vocali, qui Canali fa veramente venire le lacrime agli occhi col suo modo di cantare e interpretare un tema originalissimo ed a quei tempi ancora considerato tabù, il suicidio, appunto.
Alla conclusione del disco c'è spazio per una bella e potente versione strumentale di "Confessione" con la chitarra di Mainetti più "graffiante" che mai .
Un disco da (ri)scoprire per un gruppo ormai di culto che purtroppo non ha avuto la fortuna che meritava soprattutto in patria,visto che in Germania e Giappone il gruppo è inserito fra i grandi dell' Hard-prog. Di questo mitico gruppo ci rimane solo un'altro album "Il tempo della semina" uscito "postumo" dopo lo scioglimento del gruppo e le testimonianze di chi è riuscito a vederli durante una delle loro "devastanti" esibizioni live (fecero da spalla ai grandi UFO) nelle quali il leader Claudio Canali amava esibirsi avvolto da un mantello nero che veniva puntualmente lanciato verso il pubblico alla fine dello show.
Se amate l'Hard Rock, le sonorità oscure, il grande prog italiano dei settanta, questo disco non vi deve assolutamente mancare.

 


 

Giuseppe Maisola

 

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