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Absu
- The Sun of Tiphareth

Anno 1995 - Osmose

Track-list:
1.
Apzu
2. Feis Mor Tir Na N'og (Across The North Sea To Visnech)
3. Cyntefyn's Fountain
4. A Quest Into The 77th Novel
5. Our Lust For Lunar Plains (Nox Luna Inlustris)
6. The Coming Of War
7. The Sun Of Tiphareth
Era
il 1995 ed il Black Metal iniziava la sua fase di declino con
capolavori "from Norway" quali l'immenso "In
The Nightside Eclipse" degli Emperor, "Battles in
the North" degli Immortal e l'ultimo grande capitolo di
Burzum: "Filosofem".
Era il 1995 quando dall'America arrivς il primo grande affronto
al predominio musicale scandinavo: "In The Sun of
Tiphareth" degli Absu, seconda opera della band dopo il
bellissimo "Barathrum: Vitriol". Il mondo del metal
estremo ebbe definitivamente la prova che il verbo nero non aveva
bisogno di boschi, ghiaccio e fiordi per radunare i suoi
discepoli.
Gli americani Absu, guidati dal demoniaco Proscriptor, batterista
dal talento inumano e cantante dalla voce unica in tutto il
panorama estremo, partorirono un album di assoluta grandezza, a
partire dal magico artwork (un trip NdD) fino alle sette perle di
occult-Black Metal ivi racchiuse.
Atmosfera, magia, leggenda e tantissima cattiveria sono gli
ingredienti di questo capolavoro estremo che ascolto da ormai
dieci lunghi anni senza mai stancarmi.
Un Drumming tiratissimo intramezzato da cambi di tempo improvvisi
e fulminanti accompagna le chitarre blasfeme di Equitant, le voci
sempre acide e sofferenti notevolmente accentuate da un effetto
"reverb" e un tappeto di tastiere che si apre
sull'ascoltatore come una voragine.
"The Sun of Tiphareth" ingoia l'ascoltatore sin dalle
atmosfere introduttive del primo brano, trascinandolo poi per il
resto dell'opera fra malefiche sfuriate e intermezzi epici con
suoni di spade e cavalli, divine voci femminili ed effetti ambient.
Inutile citare i vari brani in quanto l'album intero θ sempre
vario ed irraggiungibile.
Se siete dei novelli nel genere e volete qualcosa di veramente
"evil & magic" quest'album fa al caso vostro. Se
invece siete dei vecchi fan di Proscriptor e soci sapete bene che
recensire degnamente un album del genere θ impossibile.

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