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"Le notti di Salem" (tit.
orig. 'Salem's Lot) di Stephen King
edit. Bompiani – collana I Grandi Tascabili – Trad. Carlo Brera
codice isbn 88-452-0229-1
Il talento di Stephen King si è riversato indubbiamente in questo suo secondo romanzo horror, che narra le vicende di una sperduta cittadina del Maine,
Jerusalem's Lot, in cui una casa dall'aspetto gotico e dall'atmosfera mortifera incombe sulle normali case di cittadini stanchi e comuni. Nel paesino giunge uno scrittore, Ben
Mears, che qui passò la sua infanzia nel ricordo di un suicidio avvenuto proprio in quella casa sinistra, casa
Marsten. Per uno di quei crudeli giochi che si fanno da ragazzi, il giovane Ben doveva dimostrare di essere un uomo entrando nella casa ormai abbandonata: una volta dentro vide il corpo del suicida pendente da una trave puntare i suoi occhi putrescenti verso di lui. Quel ricordo lo segna una volta per tutte, e anche quando vi fa ritorno, ormai scrittore affermato, sente aleggiare quella presenza sempre orrendamente vivida.
Ora che vi ha fatto ritorno, tuttavia, sembra che il suo incubo sia tornato più che mai a causa di una luce accesa proprio in quella casa ormai abbandonata da anni: infatti è stata di recente affittata a due misteriosi signori, Straker &
Barlow, il primo dei quali pare essere il suo tuttofare, mentre il secondo risulta viaggiare in continuazione per affari riguardanti un grande negozio che hanno intenzione di aprire nella piccola cittadina. Nella tipica diffidenza dei paesi della provincia, i nuovi arrivati vengono osservati con occhio sospettoso nel momento in cui un ragazzino si perde nel bosco adiacente il paese. Quello è l'inizio dell'incubo e del terrore.
Alla sua seconda prova letteraria ufficiale, pubblicata nel 1975, King ci dà prova di essere in grado di controllare quasi perfettamente la sua prolificità e la sua capacità narrativa. Fin dall'inizio del romanzo, l'atmosfera opprimente e deprimente di 'Salem's Lot viene descritta con realismo e dovizia di particolari. Veniamo a conoscere quel che succede ad ogni singolo abitante del paesino, affinché possiamo renderci conto, al termine della narrazione, della portata della tragedia che in esso vi avviene. Il tema dei vampiri è utilizzato secondo canoni classici, tanto che gli stessi protagonisti del romanzo si chiedono a volte un po' interdetti se il rituale per sconfiggere i mostri debba proprio seguire le classiche regole tramandate da fumetti e raccontini vari.
E diciamolo subito: i punti deboli sono proprio la mancanza di novità nel tratteggiare la figura del vampiro, pur se descritto con vividezza e realismo; il desiderio di render conto di una folla di protagonisti principali e secondari che in 400 pagine di narrazione non possono essere approfonditi in maniera equilibrata, dando così un'idea solo superficiale della portata dell'incubo; la presentazione di uno spiritualismo in qualche modo banale e stereotipato.
Punti forti, invece, sono senza ombra di dubbio i protagonisti principali, in particolar modo Ben
Mears, tratteggiato con le caratteristiche di un uomo maturo e tragico (forse la proiezione di quel padre che King non ha mai conosciuto e interiorizzato); il ragazzo Mark
Petrie, che a causa dell'evolversi della situazione diviene un suo figlio adottivo; il professor Matt
Burke, omaggio alla figura di studioso diffusa nei classici dell'horror anni '50; il sacerdote
Callahan, che mette alla prova la sua tiepida fede, e il dottor
Cody, che passa da un sano scetticismo scientifico ad un originale approccio scientifico ai vampiri.
Altro punto a favore è sicuramente lo stile della narrazione, sempre preciso nelle descrizioni e originale nella suddivisione dei capitali. Si veda il terzo capitolo della prima parte, Il Lot (I), in cui l'ordine dei paragrafi è utilmente indicato dall'orario in cui accade ciò che vi viene descritto. Grazie a tale schema, possibile e impossibile vengono presentati sullo stesso livello, come accadimenti ugualmente presenti nella vita di una cittadina sulla strada del disastro.
In conclusione, Le notti di Salem è un romanzo che deve essere letto, per aggiornarsi sulla dinamica nascosta e sottile con cui l'horror si diffonde nella vita quotidiana, ma soprattutto per rendersi conto che spesso i mostri non sono altro che la massima potenza di un orrorifico già presente nella vita di tutti i giorni.

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