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PSYCHOPATHIA SEXUALIS

Tipo: volume unico
Autore: Miguel Ángel Martín
Disegnatore: Miguel Ángel Martín
Editore: Topolin Edizioni
Formato: spillato, 64 pag.
Prezzo: 15000 Lire

"Penso che il fumetto sia una delle forme contemporanee di romanzo. Non l'unica, naturalmente, ma una delle possibili forme di sviluppo." Personalmente concordo con questa affermazione di Igort. Se è vero che il fumetto - sebbene dotato di un suo linguaggio specifico - rappresenta un'evoluzione del romanzo, allora dovremmo sforzarci di applicare al fumetto gli strumenti teorici con cui l'Estetica ci aiuta a comprendere i romanzi. Fino ad ora, però, i critici e gli studiosi della nona arte hanno preferito dedicarsi al fumetto come linguaggio, e un'estetica dell'arte sequenziale rimane tutta da scrivere. Eppure, oltre agli infiniti fumetti di intrattenimento, abbiamo molti esempi di romanzi grafici, che potremmo esaminare attraverso categorie estetiche come quelle elaborate da György Lukács nella sua Teoria del romanzo. I fumetti possono rispecchiare la desolazione di un mondo ormai insensato oppure, esattamente come i romanzi fatti di sole parole, essere il luogo di ricerca del senso della vita. I romanzi del primo tipo, Lukács li definisce "della disillusione" e Psychopathia Sexualis è importantissimo proprio come esempio di romanzo (grafico) della disillusione. Per questo non è stato capito ed è stato censurato. Nel nostro paese si pensa ancora al fumetto come a letteratura per l'infanzia, non come ad una forma compiuta e matura di romanzo. Per questo, la presenza di romanzi della disillusione fra i fumetti non è concepibile, e chi li realizza è visto come un pazzo che vuole traviare le giovani menti (mentre si accetta e si studia l'opera di un cineasta come Michael Haneke). Psychopathia Sexualis è composto da una serie di brevi ed efferati episodi, incentrati su violenze sessuali, quasi sempre verso donne e bambini. La rappresentazione della violenza ha uno scopo preciso: Psychopathia Sexualis è una forma estrema e nichilista di "fumetto della disillusione", che rispecchia un mondo abbandonato dal sacro e dall'utopia, ormai privo di senso. Si tratta di un romanzo grafico che, invece di intrattenere in maniera innocua, osa mostrare un mondo privo di senso e uomini degradati al di sotto dell'animalità attraverso la lente amplificatrice del sesso, divenuto psicopatia sessuale. L'uomo, ridotto a cosa, tratta gli altri come cose. Le vittime sono oggetti per il piacere, sono come bambole sulle quali è possibile perpetrare ogni mutilazione. Miguel Ángel Martín suggerisce con simbolismi fin troppo espliciti che si è giunti a questo per lo strapotere della tecnica, dell'industria, del capitalismo (contrapposti all'impotenza del singolo). Nel primo episodio la potenza fallica del fumaiolo è chiaramente contrapposta all'impotenza sessuale dello psicopatico. Il protagonista del quinto episodio tiene addirittura in casa un quadro che rappresenta un'industria. Tutto è osservato con uno sguardo di ghiaccio, senza indulgenza, senza condanna, senza compiacimento, e l'apparente naïveté del disegno crea una miscela scioccante col contenuto della rappresentazione. L'autore sfrutta deliberatamente un effetto di crescendo: ad ogni episodio alza la posta dell'efferatezza e della perversione, sfidando la capacità di disgusto del lettore. Perciò questo fumetto esercita una forma di violenza anche su chi lo legge.
Non c'è dubbio che Psychopathia Sexualis sia un fumetto importante e da prendere sul serio. Resta dubbio, invece, se si utilizzano le categorie estetiche citate sopra, il suo valore artistico. Psychopathia Sexualis rappresenta l'esito ultimo della reificazione dell'essere umano nel mondo moderno attraverso un campionario di violenze sessuali. E così, come sostiene Jorge Vacca (editore italiano dell'opera), fa riflettere e non insegna nulla. Ma insiste per più di 60 pagine sulla stessa atroce filastrocca (il mondo è disperato, l'unico rapporto possibile fra le persone è quello vittima-carnefice, condizione del piacere sessuale è la morte ecc.), attraverso personaggi che sono marionette psicopatiche prive di qualsiasi profondità. È una visione senza luce di un mondo frammentato e questo si riflette nella narrazione: ben 16 episodi (come dire: più che storie, delle schegge taglienti). Come spesso capita all'arte che sprofonda nella crisi, Psychopathia Sexualis si riduce ad essere un bisturi. Incide una ferita in suppurazione e in questo si esaurisce.

Fonte: www.comicscode.net

 

Alessandro Pinna

 

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