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Dylan
Dog - Le Notti della Luna Piena. Recensione del fumetto Horror |
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DYLAN DOG - LE NOTTI DI LUNA PIENA
Periodo:
Dicembre 1986 Foresta
Nera, Germania, 1986. Gli
occhi della Luna scrutano verso la terra, laddove la natura è
rigogliosa, dove è intatta e l'uomo non ha ancora posto la sua mano
distruttiva. Il bosco è forte, vigoroso e protegge le sue creature.
Tutte. Nel bosco c'è un collegio. Femminile. E cosa ci farà mai un
gineceo nel bel mezzo della foresta, vicino ad un paese chiamato
Wolfburg (Borgo del Lupo)?
Una notte scompare dal collegio una ragazza inglese, Mary
Ann Price, e Dylan Dog viene assunto per l'occasione. Ed ecco,
quindi, la prima trasferta all'estero dell'indagatore dell'incubo.
Questo
terzo numero vede l'avvicendarsi alle matite di un duo, Montanari
& Grassani, che riscopre nelle vignette l'oscurità del grande
bosco tedesco, presentandoci una Germania da fine settecento in cui la
stregoneria si accompagna alla solita demenzialità del duo
investigativo. Groucho imperversa per tutto il fumetto con un'unica
battuta che non riesce mai a raccontare perché viene sempre cacciato
dalla antipatica frau Blucher,
e quando trova il modo di farlo, invece, vorrebbe andarsene ma non può
perché... Be', conviene che leggiate il fumetto.
La sceneggiatura di Tiziano
Sclavi è ridotta praticamente all'osso e forse è priva di
particolare profondità narrativa. Gli eventi, infatti, si susseguono
senza quella varietà che gli è tipica, e il tutto sembra terminare un
po' troppo presto. La copertina, come sempre, è molto ben fatta da Claudio
Villa, e stranamente troviamo un Dylan Dog con la camicia bianca.
Che sia effetto della trasferta?
In ogni caso la puntata sui lupi mannari non poteva mancare, e se
c'è uno spunto interessante, questo è dato dalla reale identità di
simili mostri. Leggete, leggete. Non si sa mai che vi troviate in una
situazione d'emergenza... Curiosità. La
direttrice del collegio si chiama frau Blucher. Vi dice niente?
D'accordo, non ci sono cavalli che possano nitrire, però... Un altro
indizio? Va bene... osservate meglio Otto, l'aiutante della ferrea
signora. Trovato? Come sempre Sclavi si diverte a mettere simili indizi.
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