Dylan Dog - Gli Uccisori. Recensione del fumetto Horror

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DYLAN DOG - GLI UCCISORI

Copertina del quinto numero del fumetto italiano Dylan Dog, Gli Uccisori

Periodo: Febbraio 1987
Sceneggiatura: Tiziano Sclavi
Disegni: Luca Dell'Uomo
Lettering: Piero Ravaioli
Copertina: Claudio Villa
Casa Editrice: Bonelli

Londra, Agosto 1987. Nella calda estate del 1987 i crimini abbondano e non sembra esserci spiegazione alcuna, se non la momentanea e improvvisa pazzia scatenata dal nervosismo e dall'insofferenza per l'alta temperatura. Qualcuno indaga e si rivolge a Dylan Dog: un certo H. G. Wells! E gli parla delle ricerche che sta effettuando per una macchina in grado di misurare il grado di cattiveria tra la gente. Il suo allarme è giunto ad un livello molto alto e decide, dunque, di assoldare il nostro investigatore per combattere in due la malvagità crescente: lui sarà la mente e Dylan il braccio. Ma quando iniziano le indagini, il tutto prende una piega imprevista...
Forse dietro quest'ondata di cattiveria, che presto si allarga all'intera città come se il diavolo fosse salito in terra, si nasconde qualcosa di molto più... veniale.
Nuovo numero disegnato da Luca Dell'Uomo con particolare precisione ed effetto, il numero 5 ci presenta un tema nuovo, quello alchemico, volto non più alla perfezione dell'uomo e al suo oltrepassamento del puro stato terreno, ma ridiretto secondo obiettivi e per scopi ben più moderni e pragmatici.
Ancora una volta bisogna segnalare la divertente figura di Groucho che Tiziano Sclavi contribuisce a rendere sempre più amabile e indispensabile per la buona riuscita dell'albo.

Curiosità. 

Forse non è un caso che il comprimario di Dylan Dog indossi il nome di quel grande scrittore che è Wells. Nell'albo si parla di riportare l'ordine in una società ormai allo sbando, e i capoccia della Todd si danno da fare per stabilire il loro ordine. Wells era un pensatore dell'area socialista d'inizio secolo e credeva che fosse necessario cambiare la società per stabilire l'equità attraverso una rivoluzione radicale. E provate a dare un'occhiata all'illustrazione di Londra a ferro e fuoco di pag. 73... bene, mettetela a confronto con l'illustrazione de La Guerra dei Mondi che apparve su Amazing Stories... d'accordo, non sono identiche, ma forse qualche ispirazione da parte di Dell'Uomo c'è stata. Chiamiamolo un omaggio.

 

Fabrizio Valenza

 

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