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GOBLIN
†TORNA
A BIOGRAFIE...† Una
vera e propria leggenda, i Goblin attingono ad influenze
prog-rock ereditate dai geniali "Emerson, Lake And Palmer"
e le impreziosiscono con melodie psicopatiche e oscure. Aprono
nuove porte nel mondo delle colonne sonore horror, grazie alla
loro proficua e continua Erano gli
anni '70, il suolo prog-rock italico era costituito da giovani
e promettenti band come "Banco Del Mutuo Soccorso",
"Il Rovescio Della Medaglia" ecc... Il sound è
un prog-rock con sprazzi di jazz-blues venato da influenze
malefiche e giri di organo sinistri, originalissimi per
l'epoca. La title-track del disco è così malsana che poteva
essere concepita solo in una cantina alle 2 di notte, come
infatti avvenne. Grazie a quest'inedita simbiosi tra film e
musica sia la band che Dario Argento vengono posti
all'attenzione dei mass-media di tutto il mondo ed i Goblin
diventano i "portabandiera" del progressive-rock
italiano. Nel '76 Agostino Maragnolo rimpiazza Martino alla
batteria e i nostri partoriscono, con l'aiuto di Maurizio
Guarini (tastiere), "Roller" che è forse il loro
lavoro più progressive (chi ama alla follia il tema di
"Profondo Rosso" troverà molte similitudini nella
title-track e nell'incipit di "Goblin"). Lo stesso
anno incidono la colonna sonora di "Perchè Si
Uccidono". Arriva il '77 e l'accoppiata Goblin-Argento fa
il bis: "Suspiria" è, a mio parere, l'album
capolavoro del gruppo, con songs che evocano una negatività
primordiale grazie a folli sperimentazioni psichedeliche.
Sempre nello stesso anno esce un'altra colonna sonora:
"La Via Della Droga". Nel '78 registrano "Il
Fantastico Viaggio Del Bagarozzo Mark" stavolta con un
Massimo Morante alle prese anche con testi e voci. Il 1978 li
consacra definitivamente a livello mondiale. Esce
"Zombi" per l'omonimo film Di George Romero. Il
disco è reso geniale dalla varietà di influenze che
costituiscono l'arrangiamento delle canzoni. I nostri passano
dal prog-rock al Jazz all'hard rock e oltre alla solita dose
di psichedelia trova spazio anche l'elettronica (in cui si
cimenterà più tardi con successo Simonetti). Ma quella è la
fine della leggenda, complice anche una sorta di periodo nero
che i nostri sono costretti ad affrontare, poichè nel giro di
tre mesi muoiono i padri di Simonetti e Morante, insieme a
quello di Cesare Andrea Bixio (produttore dei Goblin). La band
vacilla fino ad arrivare allo scioglimento nel 1980. Come
tutti sappiamo la vera eredità dei Goblin (ed anche il nome)
viene "raccolta" da Simonetti che nell'82 con
l'aiuto di Morante e Pignatelli registra "Tenebre",
ennesima colonna sonora per la pellicola di Argento. Simonetti continua lo stile "Goblin-Argentiano" con alcuni pezzi che vanno a finire in Demoni (1985), Phenomena (1986), Opera (1988) La Chiesa (1991), avvalendosi a volte dell'aiuto di ex-membri dei Goblin. In questo periodo avviene un calo qualitativo, nonostante songs come "Phenomena" "Tenebre" o l'acidissima "Craws" riescano a dimostrare il contrario. I vecchi membri dei Goblin continuano le loro carriere di musicisti con altre bands e nel 2000 Simonetti forma la sua nuova band: i Demonia. Sembra che sia la fine per il nome Goblin ma nel 2001 come un fulmine a ciel sereno la vecchia line-up(quella con Maragnolo alla batteria) risuscita e da alla luce "Non Ho Sonno", per l'omonimo film di Argento. Il vecchio spirito musicale sembra rinascere ed i nostri ci regalano incubi prog-rock sulla falsariga di Profondo Rosso con un sound più moderno (mitico il giro di basso nella scena iniziale del treno). Oggi Claudio Simonetti prosegue il filone Goblin con i Demonia, ma a parte le ennesime versioni "riviste e rifatte" dei classici dei Goblin nessun inedito all'orizzonte. Ma la leggenda vivrà per sempre.
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