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GOBLIN  

Claudio Simonetti e Dario Argento

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Una vera e propria leggenda, i Goblin attingono ad influenze prog-rock ereditate dai geniali "Emerson, Lake And Palmer" e le impreziosiscono con melodie psicopatiche e oscure. Aprono nuove porte nel mondo delle colonne sonore horror, grazie alla loro proficua e continua collaborazione con Dario Argento.

Erano gli anni '70, il suolo prog-rock italico era costituito da giovani e promettenti band come "Banco Del Mutuo Soccorso", "Il Rovescio Della Medaglia" ecc...
Poi arrivò il 1974, Claudio Simonetti (tastiere), Fabio Pignatelli (basso) e Massimo Morante (chitarra) concludono l'esperienza chiamata "Cherry Five" (cinevox) e reclutano Walter Martino alla batteria, dando vita agli Oliver.
La band al completo si trasferisce in Inghilterra dove da il via ad una serie di concerti. L'anno seguente tornano in Italia e cambiano il moniker in "Goblin".
Il nome è destinato a diventar leggenda, i quattro registrano "Profondo Rosso" nel 1975, colonna sonora dell'omonimo film di Dario Argento.

Il sound è un prog-rock con sprazzi di jazz-blues venato da influenze malefiche e giri di organo sinistri, originalissimi per l'epoca. La title-track del disco è così malsana che poteva essere concepita solo in una cantina alle 2 di notte, come infatti avvenne. Grazie a quest'inedita simbiosi tra film e musica sia la band che Dario Argento vengono posti all'attenzione dei mass-media di tutto il mondo ed i Goblin diventano i "portabandiera" del progressive-rock italiano. Nel '76 Agostino Maragnolo rimpiazza Martino alla batteria e i nostri partoriscono, con l'aiuto di Maurizio Guarini (tastiere), "Roller" che è forse il loro lavoro più progressive (chi ama alla follia il tema di "Profondo Rosso" troverà molte similitudini nella title-track e nell'incipit di "Goblin"). Lo stesso anno incidono la colonna sonora di "Perchè Si Uccidono". Arriva il '77 e l'accoppiata Goblin-Argento fa il bis: "Suspiria" è, a mio parere, l'album capolavoro del gruppo, con songs che evocano una negatività primordiale grazie a folli sperimentazioni psichedeliche. Sempre nello stesso anno esce un'altra colonna sonora: "La Via Della Droga". Nel '78 registrano "Il Fantastico Viaggio Del Bagarozzo Mark" stavolta con un Massimo Morante alle prese anche con testi e voci. Il 1978 li consacra definitivamente a livello mondiale. Esce "Zombi" per l'omonimo film Di George Romero. Il disco è reso geniale dalla varietà di influenze che costituiscono l'arrangiamento delle canzoni. I nostri passano dal prog-rock al Jazz all'hard rock e oltre alla solita dose di psichedelia trova spazio anche l'elettronica (in cui si cimenterà più tardi con successo Simonetti). Ma quella è la fine della leggenda, complice anche una sorta di periodo nero che i nostri sono costretti ad affrontare, poichè nel giro di tre mesi muoiono i padri di Simonetti e Morante, insieme a quello di Cesare Andrea Bixio (produttore dei Goblin). La band vacilla fino ad arrivare allo scioglimento nel 1980. Come tutti sappiamo la vera eredità dei Goblin (ed anche il nome) viene "raccolta" da Simonetti che nell'82 con l'aiuto di Morante e Pignatelli registra "Tenebre", ennesima colonna sonora per la pellicola di Argento.

 

Simonetti continua lo stile "Goblin-Argentiano" con alcuni pezzi che vanno a finire in Demoni (1985), Phenomena (1986), Opera (1988) La Chiesa (1991), avvalendosi a volte dell'aiuto di ex-membri dei Goblin. In questo periodo avviene un calo qualitativo, nonostante songs come "Phenomena" "Tenebre" o l'acidissima "Craws" riescano a dimostrare il contrario. I vecchi membri dei Goblin continuano le loro carriere di musicisti con altre bands e nel 2000 Simonetti forma la sua nuova band: i Demonia. Sembra che sia la fine per il nome Goblin ma nel 2001 come un fulmine a ciel sereno la vecchia line-up(quella con Maragnolo alla batteria) risuscita e da alla luce "Non Ho Sonno", per l'omonimo film di Argento. Il vecchio spirito musicale sembra rinascere ed i nostri ci regalano incubi prog-rock sulla falsariga di Profondo Rosso con un sound più moderno (mitico il giro di basso nella scena iniziale del treno). Oggi Claudio Simonetti prosegue il filone Goblin con i Demonia, ma a parte le ennesime versioni "riviste e rifatte" dei classici dei Goblin nessun inedito all'orizzonte. 

Ma la leggenda vivrà per sempre.

 

Lord Tsade



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