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Antonius Rex

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Stiamo parlando di una leggenda, e se i vostri occhi continueranno a scorrere verso la fine di queste pagine ne capirete il motivo.

Era il marzo del 1966 quando Milano fu scelta come laboratorio musicale dal polistrumentista Antonio Bartoccetti, un bizzarro e timido giovane che si lasciava alle spalle il suggestivo panorama appenninico delle Marche per andare ad affrontare le nebbie lombarde. Ascetismo, misticismo, occultismo, queste le forze che muovevano la sua mente a comporre quelle nere melodie, come un curioso esploratore del mondo delle tenebre, che si lascia trasportare da nere meditazioni. Il suo background musicale era costituito da una vagonata di compositori classici, più un irrefrenabile attrazione verso il mondo dell'occulto. Ed è a Milano, nel suo appartamento, munito solamente di una chitarra, un basso elettrico e un piccolo registratore, che nel '66 getta le idee per una mezza dozzina di canzoni come "Missanigra" o "Ego Sum Qui Sum".

L'anno dopo si registra alla SIAE con lo pseudonimo di Antonius Rex.
Così nel '67-68 si ritrova a suonare con ben tre bands, i "Dietro Noi Deserto" , gli "Jacula" e "Antonius rex". Con gli Jacula si gettò in sperimentazioni magico-musicali; vennero alla luce: "Veneficum", "Triumphatus Sad", "Magister Dixit" e "In Cauda Semper". Fondamentale la presenza della sua compagna, Doris Norton, la ragazza dai verdi occhi mistici, tastierista dalla voce ipnotica e drammatica, severa, con un potere interpretativo tanto fascinoso quanto teatrale. A quell'epoca Antonius incontrò anche dei "piccoli(!!!)" musicisti esordienti, quali "Battiato" e "Le Orme", conobbe anche Paolo Tofani, chitarrista dei "Camisasca", definito da Antonius stesso un genio delle sei corde.

Nel '69 effettua un mini tour con i "Dietro Noi Deserto" a supporto dell'ormai introvabile 45 giri "Dentro Me", pubblicato dalla piccola etichetta Decca. Ma non passano settimane che Antonius scioglie la band, trovandola fin troppo "commerciale" per i suoi gusti. Ed è grazie ai ragazzi della Decca che trova le persone giuste che lo portano con gli Jacula nella nebbiosa Londra, ad incidere "In Cauda Sempre Stat Venerum" per l'etichetta Gnome record, con Travers in veste di produttore.
Venne fuori qualcosa di unico: in barba alla corrente musicale italiana allora imperante, i nostri sfornano sei tracce di musica rituale gotica pregna di occultismo, con vaghi rifacimenti alle sonorità prog-rock dell'epoca, con un feeling che anticipa persino il doom creato dai leggendari "Black Sabbath".
Spiccano le songs "Magister Dixit"(da ascoltare impietriti), "Ritus" e l'omonima title-track.
Nel disco troviamo Charles Tirin all'organo, e sembra che il suono sia quello di un organo maledetto, fatto prigioniero da una chiesa sconsacrata, in cui oscure celebrazioni sono in atto. La mesmerica Doris Norton ad occuparsi dei synths, con suoni che farebbero accapponare la pelle a chiunque. Infine Antonius al basso, chitarra e voce(anche se la maggior parte dei brani sono degli strumentali). Testi pregni di messaggi occulti, voce ferma e severa, il tutto suggellato con la presenza di un medium nella line-up, tale Franz Parthenzy. Ma superfluo è tentar di descrivere il tutto, perché è veramente roba che dovreste sentire con le vostre orecchie. Il disco venne stampato in 300 esemplari più 10 copie promozionali. Antonius voleva una distribuzione quasi inesistente e fu lo stesso Trevis (autore anche dell'artwork) che, d'accordo con lui, si occupò di piazzare tutte le copie del disco. Ed indovinate dove andarono a finire la maggior parte delle copie? In chiese e monasteri!!! Così furono molti i frati che si ritrovarono fra le mani quella busta bianca e nera, con al suo interno un lp, la cui copertina ritraeva una figura incappucciata di rosso, intenta in chissà quale rituale, sopra uno scheletro riesumato, e delle lapidi sullo sfondo.

Nel 1970 Antonio Bartoccetti ritorna a Milano dove da sfogo alla sua innata forza misantropica. Infatti si ritrova a condurre una vita riservatissima, dedicando tutto il suo tempo alla musica e allo studio delle dottrine filosofico-esoteriche, impartendo lezioni di chitarra per raccogliere i fondi necessari ai suoi studi e viaggi. Fu in quell'anno infatti che visitò quasi tutti i castelli della Lombardia, spostandosi poi in Val D'Aosta, salendo su per l'Austria, passando per l'Ungheria, ed approdando infine alla sua terra preferita: la Romania, dove si stabilì saltuariamente, considerandola il luogo più oscuro sulla terra, divorando con gli occhi i paesaggi, metabolizzandoli in forme musicali.

Nel 1971 decide di tornare nella sua terra natale e grazie alla vecchia amicizia con la signora Monadi si stabilisce in un castello.
Iniziò a comporre nella nuova residenza tutto il materiale per il secondo lp, contattando nuovamente Travers per il supporto grafico.
Antonius condusse uno stile di vita alquanto bizzarro nella sua nuova dimora, battezzata da egli stesso A.Rex Castle, da essa trasse l'ispirazione per brani come "Neque Semper Arcum", "Aquila Non Capit Muscas" e "Non Fiat Voluntas Tua". In quel periodo ascoltò molto Van Deer Graaf e Black Sabbath, oltre ad ammirare quei mistici occhi verdi che lo accompagnarono per tutta la durata del suo viaggio.
Venne dunque il momento di incidere il secondo disco, stavolta a Milano, per l'etichetta The Rodgers.
Nel '72 esce quindi "Tardo Pede In Magiam Versus" registrato dalla stessa line-up dell'esordio(a parte il medium). Le liriche affrontano tematiche più "realiste" come l'inquinamento e il sound si fa sempre più criptico e sperimentale. Vengono stampate 1000 copie, Ma il disastro commerciale è imminente: l'opera degli Jacula si scontra con un pubblico ancora troppo immaturo per determinate sonorità e il disco vende poco più di 200 copie. Gli Jacula si esibiscono al Teatro Dell'Arte di Milano, davanti a circa 50 fortunate anime. Lo spettacolo è intenso, magico, ipnotico, ma non riuscì a cambiare le sorti della band che da lì a poco giunse allo scioglimento. Nonostante tutto uscì un 45 giri che conteneva 2 songs riarrangiate per la Unifunk music, che provvedette ad alleviare le pene finanziare di Antonio. Nel frattempo Bartoccetti si laureò in filosofia, all'università cattolica di Milano, presentando una originale tesi sul "potere evocativo della chitarra". La chiamata alle armi non risparmiò nemmeno lui, era il 1973. Durante il servizio di leva pensò alla nuova band: "Antonius Rex"(in pratica gli Jacula senza Tirin) e compose "Soul Satan" "Anno Demoni" e "Hand Of Glory".
Terminati i doveri per la patria nel '74 si sposta in Inghilterra, con Doris al suo fianco. A Londra conosce Albert Goodman, nobile, proprietario dell'etichetta Darkness, padrone di molti terreni castello incluso, amante dell'occulto, e con l'hobby delle percussioni. Antonio registra "Jacula The Witch" in un'ala del suo castello denominata "Convento A.Rex", avvalendosi della sublime voce di Doris. Albert venne rapito dalla morbosa musica degli "Antonius Rex" ed entrò nella line-up. E' dagli ultratecnologici Mondial Sound di Milano che esce fuori "Neque Semper Arcum Tendit Rex", disco curatissimo e prodotto in maniera sublime, contenente sei brani di prog-dark-rock sperimentale. Albert è felicissimo e corre a Londra con il master per stampare 400 copie dell'lp. Ma la Darkness non può promuovere adeguatamente il disco e questo Albert lo sa. Così, col consenso degli altri membri, Albert cerca di far distribuire il prodotto dalla Vertigo e fa ascoltare il disco ai loro boss. Apprezzarono il disco, ma giudicarono l'artwork troppo estremo e proposero persino di eliminare la song "Devil Letter", ma Antonius e il resto della band non ne vollero sapere e l'accordo non si fece.
La copertina in questione raffigurava una lettera medievale del 1624 firmata Asmodeo, su uno sfondo in bianco e nero, con molti simboli occulti( tra i quali il famoso Zoso "Zeppeliano"). Il tutto si ricollega alla quinta traccia del disco, "Devil Letter", l'episodio più inquietante del lavoro, complici gli improvvisi momenti di assoluto silenzio che interrompono il brano; un brano totalmente visionario: organo cupo, grugniti, urla, passi, violenti colpi, risate diaboliche, porte che scricchiolano e, dulcis in fundo, la recitazione del documento(un patto col diavolo) raffigurato in copertina.
L'album purtroppo vendette una decina(!!!) di copie e 2 mesi dopo l'uscita del disco la Darkness chiuse i battenti. Le restanti copie vennero consegnate ad un piccolo distributore di Milano che vendette in blocco il tutto a due collezionisti giapponesi.

L'anno seguente Antonius cerca invano delle etichette disposte a promuovere la band. Mette a punto due piccoli studi privati, all' A.Rex Castle e a Milano, e inizia le pre-registrazioni di "Zora" e "Anno Demoni".
Contemporaneamente Giulio Tasnad studioso d'occultismo rumeno dichiara che, ascoltando Devil Letter durante la mezzanotte di un qualsiasi venerdi usando otto dei simboli magici della copertina e leggendo al contrario la lettera del 1624, lo stesso principe delle tenebre vi si presenterà d'innanzi.

Arrivò l'anno della misantropia. Nel '76 Antonio trascorse tutto il tempo a comporre e meditare, cercando il segreto delle due estreme vie, il bene e il male, optando a volte per l'uno, a volte per l'altro. Antonio non voleva più registare altro, ma nel 1977 fu contattato da Emanuele Daniele che si occupò di stampare 3000 copie dell'album "Zora" registrato a Milano dalla stessa line-up. Alcuni brani furono ripresi da "Tardo Pede", con delle aggiunte di batteria, le registrazione furono nervose, con Antonio che inceneriva una sigaretta dietro l'altra e Doris che si occupava del bambino durante le sessioni. La Ticket vendette 3000 copie di quel disco in circa 10 giorni e la produzione venne ceduta persino alla compagnia cinematografica BE.PA.
L'anno seguente esce la ristampa di "Zora" con una traccia in più: "The Gnome". L'lp vende 5000 copie in un mese. Nel gennaio del '79 la MR dà alle stampe in edizione limitata "Anno Demoni", una raccolta di brani composti tra il 1969 e il 1974 e registrati nel periodo '74-'78 con Charles Tirin all'organo. I tre quinti delle cinquecento copie furono vendute in blocco ad un venditore d'arte veneziano. Quell'anno Albert Goodman morì in circostanze misteriose dopo l'esibizione a Brno.
Antonius accoglie un temporaneo sostituto alle percussioni e la band viene contattata dalla RCA che paga una barca di soldi per il disco "Ralefun".
L'lp viene stampato in 12000 copie ed è un successo, complice forse il sound, leggermente orientato sul commerciale. Iniziano le interviste, gli spazi pubblicitari, un lungo tour europeo che tocca varie cattedrali, vecchie ville e i castelli di Budapest, Oslo, Berlino, Istanbul, Ankara, Praga etc.
La band è ormai leggenda e il giro economico cresce. Fu appunto quello il problema. Antonio e Doris vedono in pericolo la loro arte, che rischia sempre più di conformarsi ai meccanismi del music-business, e di comune accordo sciolgono la band. Tuttavia decidono di dare alle stampe il loro canto del cigno e nel 1980 esce per la MR "Praeternatural", stampato in soli 1000 esemplari autografati.
Doris intraprende la carriera solista dandosi all'elettronica, mentre Antonio continuerà la sua carriera musicale in veste di produttore. Anche oggi fans da tutto il mondo si recano nelle loro dimore, a visitare gli "A.Rex castle", dove crebbe la leggenda musicale.

La loro arte è già immortale.

Lord Tsade

 



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