Rimedi e pozioni contro il temibile Lupo Mannaro

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Il Lupo Mannaro...di Maxence Smaniotto

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Pozioni, filtri e maledizioni
La letteratura e il cinema, ci hanno spesso trasmesso un'immagine completamente sbagliata del licantropo. Innanzitutto non si diventa licantropo sopravvivendo al morso di uno di essi. Esistono tre categorie: il volere diventare un lupo mannaro, l'essere vittima di una maledizione, e infine diventare licantropi per sbaglio.
Si è lupi mannari dalla nascita quando si nasce sotto festività molto importanti come il Natale, o perché maledetti da una maledizione che viene passata di generazione in generazione. Esistono diverse credenze secondo cui, per salvare un bambino nato io giorno di Natale, bisogna fargli mangiare scarafaggi fritti nell'olio di ricino, oppure incidere con un ferro rovente la pianta del piede sinistro tutti i natali, per tre anni. Si poteva essere liberati dalla maledizione ricorrendo a vari riti.
Il soggetto doveva essere nudo, al centro di una stanza. Dodici fanciulle vergini devono danzargli attorno, e trafiggerlo con bacchette di biancospino. Quando il soggetto è completamente coperto di sangue e ferite, bisogna buttargli addosso aceto. Se sopravvive (sfido chiunque a sopravvivere), il soggetto è liberato dalla maledizione.
Un altro metodo per liberare un maledetto, è molto più ritualistico e difficile. Il rituale, deve essere eseguito in una foresta di abeti, in una notte di plenilunio. La cerimonia dovrà avere luogo a mezzanotte in punto, e la luna non deve essere coperta di nubi, il cielo deve essere sereno, senza nuvole. La persona che dovrà esorcizzare il licantropo, dovrà trovarsi sola, e dovrà, a mezzanotte, incidere la pelle del licantropo vicino al cuore, con un coltello d'argento. Il disegno che ne viene fuori, dovrà essere una stella a cinque punte. Poi dovrà ripetere una preghiera.
È meglio che il licantropo sia svenuto o addormentato, oppure si trasformerebbe subito. Un modo consigliato per tenere a bada il licantropo, è tracciargli attorno un pentagramma, sulle cui punte vi siano disegnati i cinque simboli cabalistici. Prima di procede con il rito, bisogna uccidere il licantropo o la persona che ha lanciato la maledizione al soggetto. se così non fosse, il soggetto tornerà a trasformarsi entro breve tempo. I soggetti che provengono da ceppi di famiglie di lupi mannari, non possono essere liberati.
Per evitare di essere raggiunti da un lupo mannaro, ci sono vari metodi e credenze. Nascondersi in un campo di segale è una buona cosa; infatti i lupi mannari vengono allontanati dalla segale. Un licantropo non può uscire da un pentagono tracciato attorno a lui. Per immobilizzarlo, è necessario buttargli addosso dell'aconito, così rimarrà in trans. Anche colpirlo con verghe di biancospino può servire, dal momento che, si dice, siano allergici a tale pianta.
Per uccidere un lupo mannaro, bisogna sempre e comunque utilizzare armi in argento, anche se, a mio parere, fargli esplodere la testa ha lo stesso effetto.
Se si vuole uccidere un licantropo con una pallottola d'argento, è necessario che prima essa venga benedetta con una cerimonia. L'argento che si è usato per fondere la pallottola, deve essere stato ottenuto da un crocefisso o dall'immagine della Madonna. Il colpo dovrà essere diretto al cuore o alla testa.
Un altro metodo per uccidere i licantropi, è quello di tagliarli la testa con una lama in argento, e poi bruciare il corpo. Le ceneri devono essere sparpagliate, per evitare che risorga sotto altre forme.
Se invece che farvi uccidere o essere liberati, volete diventare lupi mannari, i metodi sono molti.
Si racconta che dormire a volto scoperto sotto la luna piena il giorno di venerdì, possa far diventare licantropi. Lo stesso vale per che beve dalle orme di un licantropo (acqua licantropica).
Essere morsi o feriti e poi trasformarsi, è un'invenzione, probabilmente derivante dal fatto che sono i vampiri a trasmettere la maledizione attraverso il morso.
Ci sono vari riti per diventare licantropi, eccone due esempi.
L'uomo, con propositi malvagi, deve tracciare due cerchi concentrici sul terreno. Il tutto in una notte di plenilunio. Dopo avere fatto il secondo cerchio, si prepari una catasta di legna da ardere, formata di rami di pino o larice e di pioppo nero. Poi appende un paiolo di ferro al tripode. Poi fa cadere in esso quattro o cinque dei seguenti ingredienti: oppio, semi di papavero, aloe, giusquiamo, cicuta, prezzemolo, solanina, assafetida, che è una resina gommosa. Dopo avere rimestato il tutto, accende il fuoco, e lascia cuocere il tutto lentamente. Quando le fiamme sono alte, l'uomo recita ad alta voce: "Eletto di tutta la moltitudine infernale, ti prego di mandare qui la grande forma grigia che fa rabbrividire gli uomini. Vieni! Vieni! Vieni!"
Poi si toglie gli abiti, e si cinge i fianchi con una pelle di lupo. Si cosparge il corpo un unguento formato da: canfora, aconito, semi di anice, oppio, foglie di pioppo, sangue di pipistrello e nerofumo, mescolati con grasso fuso di gatto. Poi si devono respirare i fumi.
L'uomo cade in ginocchio, e recita la seguente preghiera: "Io chiedo, prego, imploro te, impareggiabile Spettro delle Tenebre, che tu faccia di me un lupo mannaro…un lupo mannaro!" poi, dopo un attimo di silenzio, riprende: " Fa di me un uomo che divora. Fa di me una donna che divora. Fa di me un bambino che divora. Fa di me un lupo mannaro!"
Finito il rituale, il soggetto dovrà fare uno scongiuro affinché non venga ucciso o ferito: " Fondi la pallottola, spunta il coltello, fa marcire il randello, accendi la paura nell'uomo, nella bestia e nel rettile, così che non possano afferrare il lupo grigio né strapparlo dal suo caldo nacondiglio. La mia parola è ferma, più ferma del sonno, più ferma della forza degli eroi."
Secondo me, ha lo stesso effetto di farsi un acido dopo avere letto un racconto.
Il secondo metodo è cospargersi il corpo con un unguento formato da varie porzioni di cicuta, giusquiamo, zafferano, semi di papavero, aloe, oppio, assafetida, solano e prezzemolo. Parte è cosparsa sul corpo, parte va fatta bollire in una pentola. Nel mentre di devono recitare varie invocazioni al Diavolo.

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Maxence Smaniotto

 

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