Il Lupo Mannaro o Licantropo. Creatura leggendaria o infernale realtà?

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Il Lupo Mannaro...di Maxence Smaniotto

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Che cos'è il lupo mannaro? 
In termini psicologici, indica un particolare stato mentale in cui il soggetto viene affetto da pazzia, confusione, delirio e perdita di memoria. In tale stato, si getta a terra, ulula, ringhia come un lupo. Nei momenti di massima crisi, la forza aumenta in modo innaturale, e si diventa pericolosi in quanto si cerca di graffiare e mordere chiunque capiti a tiro.
Recentemente, si è scoperto che tali comportamenti sono più frequenti nei mesi in qui la luna è piena, ed esercita un maggiore magnetismo sulla terra. Già da tempo si sapeva che la luna ha effettivamente delle ripercussioni sugli esseri viventi e sugli elementi. Basti pensare alle maree, al rilascio di sperma e uova nel mare da parte dei polipi, alla fioritura di certi fiori, e anche della maggiore vitalità degli esseri umani. Molti sono anche le varie superstizioni sulla luna, come ad esempio il taglio della legna, la maggiore crescita e robustezza dei capelli, la maggiore aggressività dei disturbati mentali. Molte di queste credenze sono semplici superstizioni, ma altre sono provate scientificamente.
Ma nell'immaginario popolare, il lupo mannaro o licantropo, è sempre stato visto in modo ben diverso. A partire dalla preistoria.
Il lupo come spirito guida
L'uomo ha sempre invidiato il lupo. Anticamente era il principale rivale nella caccia, e l'uomo lo invidiava e adorava per le sue capacità. Il lupo poteva avvalersi di zanne, artigli, capacità di vedere nel buio, potenza. Tutte qualità che l'uomo aveva in misura molto minore. Allora, prima della caccia, gli sciamani si vestivano con pelli di lupi, assumevano droghe allucinogene e cercavano di entrare in contatto con gli spiriti, che altri non erano se non i lupi. Tramite questo rito, gli sciamani, infondevano potenza e maggiori capacità percettive nei cacciatori che stavano per partire. Così gli uomini partivano a caccia sotto gli occhi dei lupi che stazionavano lì intorno.
Gli sciamano usavano sempre nei loro riti degli animali totem, che servivano a proteggere la comunità e a darne sostegno. Per i cacciatori nomadi dell'Asia centrale, questo animale era il lupo; per altri popoli, era un altro animale, come giaguaro, orso, e altro ancora.
Con l'evoluzione culturale e religiosa, l'uomo, ha associato il lupo a spirito psicopompo, cioè una creatura che giuda la anime nell'Aldilà. Un canto funebre molto antico, è quello dei rumeni: "Il lupo apparirà davanti a te…prendilo come tuo fratello, perché il lupo conosce l'ordine delle foreste…egli ti condurrà per via piana verso il Paradiso…"
In seguito, nacquero moltissimi miti sulla Creazione, e avevano quasi sempre come protagonista il lupo. Nel mito greco, Artemide e Febo, erano divinità nate da Latona trasformatasi in lupa.
Licaone, primo vero lupo mannaro del mito, uccideva e mangiava uomini in onore di Giove. Un giorno lo stesso Giove si presentò a chiedergli ospitalità. Prima, però, Licaone volle accertarsi se il suo ospite non fosse veramente un Dio, e così gli servì come pasto le carni di un essere umano (alcune fonti dicono si trattasse del figlio di Licaone). Giove si indignò, e per punizione bruciò il tempio, e tramutò lo stesso Licaone in un lupo.
I Celti e i Sabini si proclamavano "Figli del Lupo"; come anche i Mongoli, i quali pensavano che i grandi Eroi, erano figli del Lupo Celeste.
Il lupo, dopo essere uscito dalla forma totemica cui era associato dai primitivi, viene inserito in svariate culture e religioni diverse. Come ad esempio il culto della fertilità delle popolazioni indo-arie, che associavano le religioni virili rappresentate dal sole (solari), alle religioni femminili rappresentate dalla luna (lunari). Oppure ancora la descrizione di una statua simboleggiante il Tempo. Essa rappresentava un mostro con tre teste: quella al centro era di leone, e rappresentava il presente, le altre due erano di lupo, e simboleggiavano il passato e il futuro, ovvero le cose che abbiamo dimenticato, e quelle che ancora non conosciamo. Ora il lupo è inserito anche nelle correnti del pensiero e della filosofia.
Nell'antica Roma, il dio Luperco era protettore dei greggi, e le feste tenute in suo onore (i lupercali), vedevano sacerdoti correre nudi con indosso pelli di lupo e in mano un coltello insanguinato, col quale passava la lama sulle fronti degli adolescenti. Probabile riproduzione simbolica dei sacrifici umani.
Questi miti, e queste usanze, ci pongono a stretto contatto con uno dei miti più vicini a noi e più tenebrosi della nostra storia: il rapporto uomo-lupo.
Il primo lupo mannaro
Se il primo vampiro fu Lilith, prima moglie di Adamo, che fu condannata a girare per il mondo uccidendo i bambini e succhiandone il sangue, il primo lupo mannaro fu Licaone. Da lui discendono tutti i lupi mannari.
La vicenda di Licaone è narrata da Ovidio ne Le metamorfosi. Si racconta che Giove, avendo udito dei terribili riti che si facevano in Arcadia, avesse voluto andare a controllare sotto false spoglie. Un giorno giunse davanti alle porte del palazzo di Licaone, e gli chiese ospitalità. Licaone acconsentì, ma solo per poter uccidere il nuovo arrivato e mangiarselo. Però, Licaone, sospettò l'inganno, e volle mettere alla prova Giove.
L'indomani, Licaone, servì a tavola la carne di uno schiavo da lui precedentemente sgozzato e squartato (secondo altre fonti servì addirittura le carni del suo stesso figlio), e attese che Giove mangiasse. Però Giove scoprì l'inganno, e infuriato fece cadere il castello di Licaone, schiacciando tutti i suoi servi e tutti i suoi guerrieri. Solo Licaone rimase vivo, ma per punizione Giove lo trasformò nella bestia che più gli si addiceva: un lupo enorme e ferocissimo. Licaone si trasformò in un lupo enorme e feroce, ma restò in possesso delle sue facoltà mentali. Decise di vendicarsi di Giove.
Una notte Licaone scalò il monte Olimpo, e si introdusse di soppiatto nella camera ove Giove dormiva, con un mano una scure. Ma Giove si svegliò appena prima che la scure lo colpisse, e condannò Licaone a vagare per sempre tra i boschi e le campagne, divorando gli umani.
Così nacque il primo lupo mannaro.

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Maxence Smaniotto

 

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