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Che
cos'è il lupo mannaro?
In termini psicologici, indica un particolare stato mentale in cui il
soggetto viene affetto da pazzia, confusione, delirio e perdita di
memoria. In tale stato, si getta a terra, ulula, ringhia come un lupo.
Nei momenti di massima crisi, la forza aumenta in modo innaturale, e si
diventa pericolosi in quanto si cerca di graffiare e mordere chiunque
capiti a tiro.
Recentemente, si è scoperto che tali comportamenti sono più frequenti
nei mesi in qui la luna è piena, ed esercita un maggiore magnetismo
sulla terra. Già da tempo si sapeva che la luna ha effettivamente delle
ripercussioni sugli esseri viventi e sugli elementi. Basti pensare alle
maree, al rilascio di sperma e uova nel mare da parte dei polipi, alla
fioritura di certi fiori, e anche della maggiore vitalità degli esseri
umani. Molti sono anche le varie superstizioni sulla luna, come ad
esempio il taglio della legna, la maggiore crescita e robustezza dei
capelli, la maggiore aggressività dei disturbati mentali. Molte di
queste credenze sono semplici superstizioni, ma altre sono provate
scientificamente.
Ma nell'immaginario popolare, il lupo mannaro o licantropo, è sempre
stato visto in modo ben diverso. A partire dalla preistoria.
Il lupo come spirito guida
L'uomo ha sempre invidiato il lupo. Anticamente era il principale rivale
nella caccia, e l'uomo lo invidiava e adorava per le sue capacità. Il
lupo poteva avvalersi di zanne, artigli, capacità di vedere nel buio,
potenza. Tutte qualità che l'uomo aveva in misura molto minore. Allora,
prima della caccia, gli sciamani si vestivano con pelli di lupi,
assumevano droghe allucinogene e cercavano di entrare in contatto con
gli spiriti, che altri non erano se non i lupi. Tramite questo rito, gli
sciamani, infondevano potenza e maggiori capacità percettive nei
cacciatori che stavano per partire. Così gli uomini partivano a caccia
sotto gli occhi dei lupi che stazionavano lì intorno.
Gli sciamano usavano sempre nei loro riti degli animali totem, che
servivano a proteggere la comunità e a darne sostegno. Per i cacciatori
nomadi dell'Asia centrale, questo animale era il lupo; per altri popoli,
era un altro animale, come giaguaro, orso, e altro ancora.
Con l'evoluzione culturale e religiosa, l'uomo, ha associato il lupo a
spirito psicopompo, cioè una creatura che giuda la anime nell'Aldilà.
Un canto funebre molto antico, è quello dei rumeni: "Il lupo
apparirà davanti a te…prendilo come tuo fratello, perché il lupo
conosce l'ordine delle foreste…egli ti condurrà per via piana verso
il Paradiso…"
In seguito, nacquero moltissimi miti sulla Creazione, e avevano quasi
sempre come protagonista il lupo. Nel mito greco, Artemide e Febo, erano
divinità nate da Latona trasformatasi in lupa.
Licaone, primo vero lupo mannaro del mito, uccideva e mangiava uomini in
onore di Giove. Un giorno lo stesso Giove si presentò a chiedergli
ospitalità. Prima, però, Licaone volle accertarsi se il suo ospite non
fosse veramente un Dio, e così gli servì come pasto le carni di un
essere umano (alcune fonti dicono si trattasse del figlio di Licaone).
Giove si indignò, e per punizione bruciò il tempio, e tramutò lo
stesso Licaone in un lupo.
I Celti e i Sabini si proclamavano "Figli del Lupo"; come
anche i Mongoli, i quali pensavano che i grandi Eroi, erano figli del
Lupo Celeste.
Il lupo, dopo essere uscito dalla forma totemica cui era associato dai
primitivi, viene inserito in svariate culture e religioni diverse. Come
ad esempio il culto della fertilità delle popolazioni indo-arie, che
associavano le religioni virili rappresentate dal sole (solari), alle
religioni femminili rappresentate dalla luna (lunari). Oppure ancora la
descrizione di una statua simboleggiante il Tempo. Essa rappresentava un
mostro con tre teste: quella al centro era di leone, e rappresentava il
presente, le altre due erano di lupo, e simboleggiavano il passato e il
futuro, ovvero le cose che abbiamo dimenticato, e quelle che ancora non
conosciamo. Ora il lupo è inserito anche nelle correnti del pensiero e
della filosofia.
Nell'antica Roma, il dio Luperco era protettore dei greggi, e le feste
tenute in suo onore (i lupercali), vedevano sacerdoti correre nudi con
indosso pelli di lupo e in mano un coltello insanguinato, col quale
passava la lama sulle fronti degli adolescenti. Probabile riproduzione
simbolica dei sacrifici umani.
Questi miti, e queste usanze, ci pongono a stretto contatto con uno dei
miti più vicini a noi e più tenebrosi della nostra storia: il rapporto
uomo-lupo.
Il primo lupo mannaro
Se il primo vampiro fu Lilith, prima moglie di Adamo, che fu condannata
a girare per il mondo uccidendo i bambini e succhiandone il sangue, il
primo lupo mannaro fu Licaone. Da lui discendono tutti i lupi mannari.
La vicenda di Licaone è narrata da Ovidio ne Le metamorfosi. Si
racconta che Giove, avendo udito dei terribili riti che si facevano in
Arcadia, avesse voluto andare a controllare sotto false spoglie. Un
giorno giunse davanti alle porte del palazzo di Licaone, e gli chiese
ospitalità. Licaone acconsentì, ma solo per poter uccidere il nuovo
arrivato e mangiarselo. Però, Licaone, sospettò l'inganno, e volle
mettere alla prova Giove.
L'indomani, Licaone, servì a tavola la carne di uno schiavo da lui
precedentemente sgozzato e squartato (secondo altre fonti servì
addirittura le carni del suo stesso figlio), e attese che Giove
mangiasse. Però Giove scoprì l'inganno, e infuriato fece cadere il
castello di Licaone, schiacciando tutti i suoi servi e tutti i suoi
guerrieri. Solo Licaone rimase vivo, ma per punizione Giove lo
trasformò nella bestia che più gli si addiceva: un lupo enorme e
ferocissimo. Licaone si trasformò in un lupo enorme e feroce, ma restò
in possesso delle sue facoltà mentali. Decise di vendicarsi di Giove.
Una notte Licaone scalò il monte Olimpo, e si introdusse di soppiatto
nella camera ove Giove dormiva, con un mano una scure. Ma Giove si
svegliò appena prima che la scure lo colpisse, e condannò Licaone a
vagare per sempre tra i boschi e le campagne, divorando gli umani.
Così nacque il primo lupo mannaro.
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