1962. Sull'Antonia Graza si sta svolgendo un party sul ponte dell'imbarcazione. D'un tratto avviene un massacro: un cavo d'acciaio scatta come trappola mortale falciando tutti i festeggianti; tutti eccetto una bimba.
2002. La nave viene ritrovata casualmente e rivela il ricco tesoro che trasportava. Appropriarsene non sarà così facile viste le presenze che popolano il relitto: i fantasmi delle vittime non hanno pace.
Queste in linea di massima la trama di un film dalle premesse ottime (la scena splatter iniziale è una delle più belle e ben realizzate mai viste) ma, anche, delle grandi delusioni. Partiva con le potenzialità di un cult e invece scelte narrative banali ne fanno un film che scivola via tranquillo senza, però lasciare il segno allo spettatore, difficilmente portato a rivederlo una seconda volta. Anche le scene splatter, dopo un inizio esplosivo, latitano e rendono il film povero anche da questo punto di vista: non è un caso che, chiunque abbia visto il film, si ricordi quasi esclusivamente i primi 5 minuti per poi perdersi nel resto del film.
Nel cast spicca la figura di Gabriel Byrne.
Consigliato solo per l'inizio. Per il resto, 80 minuti che scivolano via tranquilli.