Pierino è innamorato della sua maestra, la signorina Bonazzi, e fa di tutto per attirare la sua attenzione a scuola.
Suo padre ha una farmacia, ma non è nemmeno un farmacista.
Ed il dottor marchese Pier Maria delle Vedove è convinto che Pierino sia un ragazzo molto intelligente...
La critica cinematografica è pressocché unanime nel ritenere i film di Pierino l'esempio di film comici da non imitare: inutili, banali, scontati.
Io che non sono minimamente un critico posso invece parlarne (forse) bene: sono film da non prendere sul serio, che non si fanno prendere sul serio.
Se volete vedere due tette, qualche fondoschiena, qualche scherzo in classe, una nonna complice (magari come la vostra) e battute da osteria, questi film fanno decisamente per voi.
Il miglior Pierino rimane quello di Alvaro Vitali, ma Giorgio Ariani, in questo secondo Pierino apocrifo non è affatto malaccio: porta quell'accento toscano, quell'essere bischero che diverte sempre, anche se le battute sono arcinote.
Umberto Lenzi avrà diretto il film per meri motivi economici, ma non è un'opera così pessima: il cast presenta vari volti famosi, vari corpi provocanti ed una nonna troppo forte, la Fabrizi.
Renzo Montagnani fa una bella parte, si mostra un discreto comprimario.
Divertente la canzone cantata da Ariani e Fabrizi.
Mangiate, cari utenti del San Bernardo, mangiate che vi fa bene.
Scena di Pierino la peste alla riscossa