Filmografia e Biografia del regista romano Dario Argento

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I Maestri del Terrore

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La seguente scheda è realizzata con finalità meramente sintetica. 
Per un maggior approfondimento sui film menzionati si rimanda alla sezione "Horror Movie Archive".

DARIO ARGENTO: Brividi di "paura"

Foto di Dario Argento

Dall'oscurità al successo grazie a L'uccello dalle Piume di Cristallo

Dario Argento nasce a Roma, il 7 settembre 1940.
Sua madre, Elda Luxardo, è una fotografa di moda mentre il padre, Salvatore, è produttore cinematografico.
Già da piccolo dunque, Argento respira l'aria di un ambiente "ossessionato" dal concetto -spesso ingannevole- della visione (la fotografia) …
Costretto a portare a compimento il Liceo Classico, Dario, da vero ribelle, fugge di casa appena maggiorenne e finisce così a Parigi. Per un breve periodo la sua vita è durissima e lo vede impegnato a lavorare sodo come lavapiatti in un ristorante, per procurarsi da vivere (forse da questa esperienza nasce l'interesse che il regista nutre nei confronti dei clochard, verso i quali più volte ha menzionato di volere orientare un progetto cinematografico)…
Ma la vita parigina è troppo dura, e Argento rientra in Italia, intraprendendo l'attività, per conto di Paese Sera, prima in veste di correttore di bozze, poi come vice del critico cinematografico. Difende con passione il cinema di "genere", con particolare riguardo verso il Giallo ed il Western tanto che, alcuni suoi articoli, vengono pubblicati sul prestigioso Cahièrs de Cinema.
Sono anni molto particolari, durante i quali il futuro "Maestro del Brivido" visiona decine e decine di film, ampliando il suo bagaglio culturale in ambito cinematografico ed apprendendo le basi del lavoro: soggetto e sceneggiatura.
La svolta, per il giovanissimo Argento, arriva con Sergio Leone, per il quale scrive i soggetti di alcuni Western (tra i quali il celebre C'era una volta il West) che rappresentano l'entrata ufficiale nel mondo del cinema…
Viene, quindi, chiamato a lavorare per conto di alcuni celebri registi (Armando Crispino e Tonino Cervi) prima realizzando alcuni soggetti di film storici o di guerra, poi collaborando alla sceneggiatura del controverso Metti una sera a cena di Giuseppe Patroni Griffi. E' su questo set che Argento conosce Tony Musante, al quale chiede di partecipare ad un progetto che, di lì a due anni, il regista intende realizzare.
La base del film, su dichiarazioni dello stesso autore, nasce durante un soggiorno tunisino (ma, in base a diverse dichiarazioni non è ben chiara la genesi del soggetto, in prima battuta attribuita ad un sogno in cui Hitchcock avrebbe dettato ad Argento la storia).
Questa volta Argento non intende cedere la sceneggiatura, alla quale è particolarmente legato e, non riuscendo a coinvolgere alcun produttore, in sintonia con il padre, fonda la S.E.D.A. (con la quale produce tutti i suoi film sino a Suspiria). Riesce a coinvolgere come co-produzione una Società tedesca che gli impone Eva Renzi e Mario Adorf, ed ingaggia Vittorio Storaro come direttore della fotografia. Nel 1969 inizia la produzione de L'uccello dalla piume di cristallo, film costato 240 milioni all'epoca, e girato (con story-board, di cui Argento farà sempre uso) in poche settimane.
Il film esce agli inizi del 1970 a Torino e pare essere letteralmente snobbato dal pubblico, ma quando, dopo alcune settimane, viene distribuito in meridione è un trionfo.

Il cinema Thriller in un'ottica di reiterazione e di serialità
Dario Argento è ideatore di una "ciclo" di pellicole ad alto contenuto Splatter: a lui si deve tutta una serie di film che, giocando sul particolare, si snodano in un contesto tipico della ripetizione (si pensi al filone di gialli dei primi anni '70 aventi, come palese riferimento, una titolazione zoonomica). E, ancora, ad Argento si può senza dubbio imputare una serialità narrativa, una costante di fondo che, sin dal suo primo mitico film L'UCCELLO DALLE PIUME DI CRISTALLO (1969) accompagnerà lo spettatore in un mondo da incubo che, per forza dell'essenza, parte però dal quotidiano, dal verosimile.
In ogni suo film, sono rigorosamente presenti elementi di verosimiglianza con la realtà, tanto che nelle sue opere più sperimentali e più irrazionali (INFERNO e SUSPIRIA), il regista gioca comunque sul versante del giallo più puro (in Inferno, ad esempio, l'omicida è l'assassino per eccellenza: la Morte che, sottoforma umana, commette omicidi).
Affascina, in tutta la filmografia di Argento, la costante reiterazione, amplificata e ricercata, di un soggetto. La grande attenzione al particolare che, apparentemente insignificante si estende ad essenza (sono i piccoli indizi, trascurabili, che poi si rivelano essere fatali per assassini e vittime).
Colpisce poi il forte senso della predeterminazione, dell'inevitabile che, come un ombra misteriosa, avvolge il protagonista di un film di Dario Argento. Ma, sopra ogni cosa, aleggia il gusto dell'eccesso e dell'estetica. Il migliore Argento, difatti, lo ritroviamo non già nelle storie che lo legano indissolubilmente alla razionalità, quanto in quelle più astratte che, da una parvenza di giallo, sprofondano nel mondo onirico più accentuato. E la superiorità stessa del regista spicca, con grande evidenza, nelle scene più gratuite, quelle dove l'effetto violento è realizzato come fine a se stesso, privo di qualsivoglia connessione con la trama (l'omicidio di Inferno, tanto efferato quanto sconnesso da ogni legame con la realtà: lo zoppo Kazanian verrà soccorso da un venditore di hot dog mentre viene aggredito da un'orda di ratti famelici; l'ambulante, al colmo della follia, giunto nei pressi di Kazanian, sfoggia un affilato coltellaccio col quale decapita appunto lo sventurato).
Argento, poi, è padre indiscutibile ed indiscusso di tutta una serie di pellicole che, partendo dal thriller più serrato, fanno dello splatter il motore principale di tutto il film.
La ricercatezza del particolare, la rappresentazione a suo modo artistica di un atto estremo quale l'omicidio, la componente onirica che muove da fatti circonvicini al mondo reale fanno di Argento uno dei registi più interessanti e più dotati del cinema italiano. Il ritmo incalzante delle sue pellicole provoca sensazioni più similari a quelle provate durante un viaggio sulle montagne russe che non a quelle derivate dalla visione di un film.
Argento a suo modo, è il padre dell'autocitazione: i suoi personaggi, superficialmente diversi, sono a sua volta gli stessi che muovono i loro passi nelle tenebre dell'animo umano. Al culmine della citazione Argento si autodescrive (con certa ironia) in TENEBRE ed in OPERA. Si potrebbe, a tal riguardo, aprire un lungo trattato sul fatto che in più occasioni le figlie del regista, Asia e Fiore, la moglie Daria Nicolodi, e le momentanee donne legate a lui sentimentalmente (Carolina Castaldi Tassoni, Sonia Topazio, Marilù Tolo e Antonella Vitale) fanno capolino da questo o quel film.
Ciò che più stupisce nel suo lavoro è la ricercatezza dell'ingegnoso effetto speciale: non importa se la trama a momenti è incoerente (l'omicida redivivo di Opera che, in un allucinante finale getta un manichino tra le fiamme), ciò che veramente conta è la rappresentazione dell'effetto violento. E si badi: mai potremmo definire Argento come cineasta splatter, i suoi film sono ben lontani dagli effetti viscerali del pur bravo Fulci, piuttosto lo si deve additare come maestro del brivido. Un delitto, pur se suggerito, sconvolge per la sua cruda e distaccata rappresentazione (pensate alla bellissima sequenza di DUE OCCHI DIABOLICI, in apertura dell'episodio IL GATTO NERO: il sadico fotografo che "immortala" un busto di donna amputato in due in stato di putrefazione).
Si respira, insomma, aria di morte, di sofferenza. Le vittime di Argento non sono vittime comuni quanto, piuttosto, speciali: la morte, con loro, in un ludico balletto, ha spianato nuove strade, nuove vie, caratterizzate da corsie sadiche e sofferenti.

I temi riproposti da Argento trovano origine nella psicologia contorta e deviata, solitamente a causa di sofferti trauma (L'UCCELLO DALLE PIUME DI CRISTALLO '69, PROFONDO ROSSO '75, TENEBRE '82, TRAUMA '94, NONHOSONNO 2001) . E se, inizialmente, il geniale autore si sofferma ad analizzare gli aspetti psicologici e le sfumature mentali dei personaggi, nei suoi ultimi lavori si nota una maniacale cura al particolare, alla soluzione visiva nuova e folgorante, all'estrema verosimiglianza dell'omicidio ed all'aspetto sensuale con questi connesso. Tutto ciò, purtroppo, a discapito di una coerente logica narrativa (esemplare in tal senso il finale, già menzionato, con il manichino in Opera).
In qualche maniera, questo va onestamente detto, Argento ripercorre solitamente i medesimi temi ed ultimamente il regista si è arenato all'interno di un teatro (vedere OPERA, o il circonvicino LA SINROME DI STANDHAL, il fiacco FANTASMA DELL'OPERA).
Potremmo aggiungere che spesso si pretende, dal regista, di superare se stesso e il confronto con capolavori assoluti quali Profondo Rosso o Tenebre è comprensibilmente perduto in partenza. Certo è che, nella sue ultime prove , NON HOSONNO (2001) e IL CARTAIO (2004) ha saputo affrontare con più originalità (sorretto da una discreta sceneggiatura, nel caso di NonHoSonno in collaborazione con Lucarelli) il suo indiscutibile talento visionario e la sua impareggiabile capacità tecnica applicata alla regia.

"Si può benissimo ridere della magia. Comunque si sappia che la magia è… quoddam ubique, quoddam semper, quoddam ab omnibus creditum est. Che significa: la magia e' quella cosa che ovunque, sempre e da tutti, è creduta".
(Il professor Milius ad una spaurita Susy, nell'indimenticabile colloquio di SUSPIRIA).


Filmografia del regista

Regia:
- L'uccello dalle piume di cristallo (1969)
- Il gatto a nove code (1970)
- Quattro mosche di velluto grigio (1971)
- Le cinque giornate di Milano (1974)
- Profondo rosso (1975)
- Suspiria (1977)
- Inferno (1980)
- Tenebre (1982)
- Phenomena (1984)
- Opera (1987)
- Due occhi diabolici (ep. Il gatto nero - 1989)
- Trauma (1994)
- La sindrome di Stendhal (1996)
- Il fantasma dell'Opera (1999)
- NonHoSonno (2001)
- Il Cartaio (2004)
- La terza madre (2005) : ultimo capitolo, in fase di realizzazione, della trilogia iniziata con Suspiria

Produzione:
- Zombi - dir. George A. Romero (1978)
- Dèmoni - dir. Lamberto Bava (1985)
- Dèmoni 2 - dir. Lamberto Bava (1986)
- La Chiesa - dir. Michele Soavi (1989)
- La Setta - dir. Michele Soavi (1991)
- M.D.C. - Maschera di cera - dir. Sergio Stivaletti (1995)

Regia/produzione/direzione TV:
- La porta sul buio (1973): supervisione di 4 film tv della durata di 60 minuti
Il vicino di casa / Testimone oculare / La bambola / Il tram (anche regia con lo pseudonimo di Roberto Pariante)
- Giallo (1987): realizzazione di 9 "Incubi" della durata di circa 2/3 minuti ciascuno, e conduzione di una sezione del programma orientata a svelare trucchi dei film e interviste a ospiti vari (in collaborazione con Luigi Cozzi)
- Ti piace Hitchcock? (2005), film Tv produzione Rai, già completato ed in attesa, ad oggi, di essere inserito nel palinsesto televisivo.

Attore:
- Amore all'ultimo morso di John Landis (breve comparsa nel ruolo di infermiere)
- Sue sono le mani guantate, o le ombre (con cappello o con mantello), che sbucano all'improvviso nei suoi film

 

 

Fabio Pazzaglia

 

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