Recensione del film giallo "L'Uccello dalle Piume di Cristallo" diretto da Dario Argento

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L'UCCELLO DALLE PIUME DI CRISTALLO
(aka: Bird with the Glass Feathers - Point of Terror - The Bird with the Crystal Plumage)
Interpreti: Tony Musante, Enrico Maria Salerno, Suzy Kendall, Umberto Raho, Eva Renzi
Mario Adorf, Raf Valenti, Giuseppe Castellano
Regia: Dario Argento
Soggetto e sceneggiatura: Dario Argento
Anno: 1970
Durata: 95 min. ca

L'Uccello dalle Piume di Cristallo. Locandina del film Horror

Sam Dalmas (Tony Musante), uno scrittore newyorkese di passaggio a Roma, assiste -o meglio crede di assistere- suo malgrado ad una scena di aggressione compiuta ai danni di una giovane donna all'interno di una galleria d'arte moderna. Nel tentativo di prestare soccorso, Sam rimane rinchiuso tra le vetrate d'ingresso mentre un passante avverte la polizia.
Nel frattempo, nei dintorni di Roma, un maniaco omicida si è già macchiato di tre feroci delitti, compiuti ai danni di giovani donne.
Sam Dalmas è il primo sospettato dal commissario Morosini (Enrico Maria Salerno) e, assieme alla sua ragazza Julia (Suzy Kendall), è costretto a permanere in Italia, previo ritiro del passaporto. Una volta scagionato dall'accusa, il commissario Morosini chiede la sua collaborazione, in quanto testimone oculare di estrema importanza.
Lo scrittore è convinto che, durante la concitata sequenza dell'aggressione, un "particolare" significativo, a cui ha assistito direttamente, può portare all'identificazione del killer…
E' da questo momento che una serie di minacciose telefonate vengono indirizzate a Sam e a Julia.
Le analisi della scientifica, in una intercettazione telefonica, rilevano la presenza di un insolito rumore, una specie di cigolio, apparentemente inclassificabile…
Carlo, un ornitologo amico del giornalista, dopo aver casualmente sentito a casa di Sam il rumore fornisce un indizio molto importante: si tratta del verso dell'Hornitus Novalis, un rarissimo esemplare d'uccello, con lunghe piume argentee, in via d'estinzione. Un unico esemplare è presente in Italia, allo Zoo municipale di Roma, nei cui pressi abita Ranieri (Umberto Raho), marito della donna aggredita alla galleria d'arte…
La follia dell'omicida, ormai in via d'identificazione, è dovuta ad una violenta aggressione subita in passato, riportata alla memoria del killer (con effetto devastante) dalla visione, all'interno di un negozio, di un quadro realizzato da Berto Consalvi (Mario Adorf).

Esordio alla regia di Dario Argento, con uno strepitoso soggetto (ad opera dello stesso regista) ed una serie di attori in stato di grazia; e primo film di una serie con titolazione zoonomica che contemplava anche Profondo Rosso (titolo di lavorazione: La Tigre dai Denti a Sciabola).
Lo stile dell'autore, decisamente controcorrente, porta sullo schermo un nuovo modo di raccontare una storia prevalentemente gialla.
Alcuni riferimenti a Mario Bava sono più che evidenti (in particolare La Ragazza che Sapeva Troppo, '62 e 6 Donne per l'Assassino, '64, che presenta un conclusione quasi analoga), anche se la realizzazione di alcune sequenze (i fermo-immagine dei ricordi, il dolly sulle case in pre-finale, gli intrecci di aerei appena prima dei titoli di coda) rimangono a testimonianza come primo e vero esempio thriller "all'italiana".
Una nota di merito alle belle musiche di Ennio Morricone (con il quale Argento collabora più volte, anche a distanza di anni) e alle suggestive le luci, a cura del grande Vittorio Storaro.
Ottima la rappresentazione dei luoghi, con minacciosi interni (la Kendall braccata dal maniaco, dentro un appartamento) ed esterni pieni di ombre e semideserti (il quartiere romano Coopedè, più volte utilizzato dal regista, oltrechè da Francesco Barilli nel 1974 per Il Profumo della Signora in Nero).
Il celebre uccello che definisce il titolo del film, l'Hornitus Novalis, è una bufala (si tratta di una comune gru), ma poco importa, perché il film origina una pletora di imitazioni (oltre cento pellicole) che nobilitano -salvo rare eccezioni- il cinema italiano thriller dei primi anni '70.
Emblematico, di lì a breve, il proliferare di decine di film con questo o quel "animale" nel titolo: palese (e a volte fuori luogo) intendimento di collocare le pellicole su una serie di "coordinate" e "codifiche" di tipo argentiano…
Alcune note curiose sul fatto che la regia, inizialmente, fu proposta anche a Terence Young, attivo nelle produzioni Hammer e fu solo grazie all'intuito di Goffredo Lombardo (Titanus), che Argento venne incaricato di dirigere il film… A metà delle riprese Argento evitò di essere sostituito, da Ferdinando Baldi, solo grazie alla caparbietà e alla determinazione di portare a compimento la sua sceneggiatura (mediante story-board), e con il probabile intervento del padre (Salvatore), coinvolto nel meccanismo delle produzioni cinematografiche.
Capolavoro indiscutibile (e imprescindibile) del cinema (non solo horror/giallo) italiano.

 


 

Fabio Pazzaglia

 

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