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TRAUMA
(AKA Aura)
Interpreti: Piper Laurie, Asia Argento, Christopher Rydell, Federic
Forrest, Brad Dourif
James Russo, Laura Johnson, Dominique Serrand, Ira Belgrade, Terry
Perkins, Peter Moore
Rita Vassallo, Stephen D'Ambrose
Regia: Dario Argento
Anno: 1994
Durata: 105 min. ca


Aura,
una giovane rumena anoressica, è sottoposta a duri rimproveri da
parte della madre che, a tempo pieno, si dedica all'attività di
"medium" organizzando sedute spiritiche.
Nel frattempo, un furioso serial killer che ha approntato un
ferale meccanismo, decapita alcune donne…
Anche l'occultista, posseduta da una delle vittime durante una
seduta medianica, ricorre nella furia del folle mentre, durante un
furioso temporale, viene decapitata assieme al marito…
La giovane anoressica disperata tenta quindi il suicidio ma
viene soccorsa da un giornalista con il quale instaura un ambiguo
rapporto di amicizia…
Nel frattempo, mentre altre vittime cadono sotto lo strumento di
morte del killer, uno psichiatra reclama l'adozione della ragazza…
L'indagine condotta dal giornalista porta alla luce una insolita
coincidenza: ogni delitto viene commesso durante un temporale e le
vittime, tutte medici ed infermiere, risultano coinvolte in un
misterioso incidente avvenuto all'interno di una sala parto…
Sarà un bracciale al polso dell'anoressica a condurre il
giornalista dritto dritto nella dimora dell'assassino che si
rivela essere…
Trauma
è la terza opera di Argento girata negli Stati Uniti (dopo Inferno
e Due occhi diabolici),
sceneggiata dallo stesso Argento, in collaborazione con Giovanni
Romoli, T.E.D Klein e Franco Ferrini.
Il titolo di lavorazione del film era L'enigma di Aura e, come
prassi argentiana, in fase di lancio il regista sosteneva di
essere tornato al "giallo"; in particolare Trauma venne
classificato dall'autore come una rivisitazione in chiave
"moderna" di Profondo
Rosso.
E, a ben vedere, molti sono i punti in comune: la seduta spiritica
e la figura della medium (che in Profondo rosso entrava in
trance); la figura dell'assassino, sconvolta da uno
"shock" subito in un particolare momento della sua
esistenza; personaggi che condividono segreti (lo psichiatra) e
sono a conoscenza dell'identità del killer; l'immagine confusa
che trae in inganno, ribaltando completamente il concetto di
realtà (il killer inizialmente creduto vittima)…
Ma anche, forse non casualmente, alcuni attimi richiamano alla
memoria le opere di Hitchcock, come nel caso del bambino che
scruta con il binocolo nella casa dell'assassino e vede le teste
decollate delle vittime (La finestra sul cortile)…
Il film soffre di un male che già manifestava i suoi sintomi con Phenomena:
pur trovandoci di fronte ad un'opera stilisticamente e
tecnicamente ineccepibile, quello che fa "acqua" da
tutte le parti è lo scarso approfondimento psicologico dei
personaggi (basterà citare Brad Dourif), la recitazione -e i
testi- sopra le righe (alcune battute pronunciate da Aura:
"..io volevo, ma non potevo" -?!?-) e la volontà del
regista di intercalare finali su finali, deragliando il tutto su
un binario prettamente "onirico".
Certo, un film di questo spessore (tra l'altro incredibilmente
contenuto sul lato della violenza, eccezion fatta per una
impressionante decapitazione), è sicuramente un bel film…
Ma quello che lascia l'amaro in bocca è che, con molto poco -una
accorta conduzione degli attori, una rivisitazione di contenuto
nei testi e nella storia- poteva essere un altro
"classico" del giallo italiano.
Decisamente inferiore rispetto alla media delle produzioni del
regista, la musica a cura di Pino Dosaggio.
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