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LA SINDROME DI STENDHAL
(aka The Stendhal Syndrome)
Interpreti: Asia Argento, Thomas Kretschmann, Marco Leonardi, Luigi
Diberti
Paolo Bonacelli, Franco Diogene, Cinzia Monreale.
Regia: Dario Argento
Soggetto e sceneggiatura: Dario Argento e Franco Ferrini,
ispirate dal libro omonimo di Graziella Magherini
Anno: 1996
Durata: 120 min. ca


In
visita al celebre museo degli Uffizi a Firenze, Anna viene colta
da un sintomo di malessere di fronte al dipinto di Brueghel,
"Il Volo di Icaro".
La sintomatologia, definita "sindrome di Stendhal" in
quanto il celebre autore fu il primo a descriverne gli effetti,
coglie la giovane Anna in diversi momenti, ogniqualvolta si viene
a trovare dinanzi ad un'opera artistica.
In realtà Anna è una poliziotta trasferita da Roma a Firenze,
sulle tracce di un sadico stupratore che, passando da atti di
violenza carnale compiuti nella Capitale, a Firenze si è spinto
sino al delitto (sempre a sfondo sessuale)…
Quando il killer, dopo averla sequestrata, la violenta, per Anna
il già fragile equilibrio psicologico cede il passo ad una
realtà "distorta", dove la sua personalità subisce una
schizofrenica alterazione…
Argento
dirige, con la solita perizia tecnica, un film dalla trama
piuttosto affascinante, anche se nel complesso riportata sullo
schermo debolmente, a causa della rappresentazione degli attori
(in particolare Asia, poco più che ventenne, non è affatto
credibile nel ruolo di Ispettrice) e per alcuni dialoghi al limite
dell'ilarità involontaria.
Anche se il tocco geniale è rinvenibile in talune sequenze
davvero riuscite, spesso l'autore ripercorre la strada dell'autocitazione
(la pallottola che trafora le guance di una vittima, dal cui foro
il killer guarda Anna, prigioniera e legata, pare un evidente
richiamo ad Opera)…
Buona la caratterizzazione finale di Asia, che davvero pare
essersi "sdoppiata" in un'altra personalità…
Da segnalare che la colonna sonora, a cura del grande Ennio
Morricone, è nella media delle produzioni argentiane dell'ultimo
periodo.
Un film a metà strada tra l'Argento migliore (Tenebre)
e quello peggiore (Il Fantasma dell'Opera) con tutti i pro e i
contro che questo, evidentemente, comporta.
Scene violente che appaiono però contenute nel livello del gore
(forse nell'ottica di un passaggio televisivo), anche se
l'omicidio del killer, barbaramente trucidato da Anna, è davvero
disturbante.
Breve interpretazioni di Franco Diogene (nei panni -abbondanti-
del marito di una vittima) e Cinzia Monreale (la moglie del
killer), due icone del miglior cinema italiano di genere…
Unico film di Argento presente nel catalogo Troma di Loyd Kaufman
(come The Stendhal Syndrome), quindi siete avvisati…
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