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LE PORTE DEL SILENZIO
(aka: Door Into Silence - The Doors to Silence)
Interpreti: John Savage, Sandi Schultz, Richard Castleman, Jennifer Loeb,
Elizabet Chugden, Fred Lewis
Maureen Rocquin, Duncan Boyer
Regia: Lucio Fulci
Soggetto e sceneggiatura: Lucio Fulci
Anno: 1991
Durata: 86 min. ca


Melvin
Devereux (John Savage) è uno sprezzante uomo in carriera, privo
di scrupoli e orientato alla sola affermazione professionale.
Mentre, al cimitero, visita la tomba del padre, Melvin si imbatte
in un funerale e viene affiancato da una ragazza (Sandi Schultz)
che afferma di conoscerlo…
Quando l'uomo si mette in viaggio, per un importante impegno
lavorativo, alcuni inquietanti incidenti funestano il suo
percorso: una strada chiusa per dissestamento, un ponte
barcollante, una pozza infangata. Tutti gli imprevisti, una volta
superati, vedono Melvin imbattersi in un carro funebre che gli
sbarra la strada. Ogni tentativo fatto dall'uomo per superarlo è
inutile, l'autista infatti gli occlude volontariamente il
sorpasso.
Frattanto, una nuova comparsa della misteriosa donna incontrata
all'inizio, induce Melvin, rimasto a piedi per un guasto al
carburatore, da un meccanico…
Intanto, in più occasioni, il furgone mortuario fa la sua
comparsa di fronte agli occhi di Melvin che, in una strana
circostanza, ha opportunità di leggere su una corona di fiori
deposta all'interno il nome della propria moglie e del figlio…
Da questo momento in poi l'uomo, in parte sotto effetto
dell'alcool, è ossessionato e impaurito: tenta (sempre vanamente)
di raggiungere il carro funebre, incuriosito dal fatto che dentro
alla cassa tutti gli elementi inducono a pensare possa trovarsi…
Melvin Devereux….
Intanto, l'orologio, marca sempre la stessa ora: le 19,30…
Probabilmente
il film più personale (l'unico con soggetto e sceneggiatura a
firma di Fulci) e sentito dell'autore, Le porte del silenzio si
configura come opera di notevole profondità narrativa.
Una delle migliori regie di Fulci, certamente quanto di meglio il
cineasta ha realizzato nel suo ultimo periodo.
Significativo, il fatto che sia l'ultimo lavoro, realizzato in
condizioni di salute precaria.
Non una goccia di sangue per un film certamente non classificabile
come horror puro, quanto, piuttosto, un dramma con molteplici
"chiavi di lettura".
Grandissima la caratterizzazione di John Savage, nei panni di uno
sperduto e credibile uomo in carriera caduto nel vortice
dell'alcolismo e del mistero. Dalle dichiarazioni di Fulci
(apparse sul libro L'occhio del testimone, di Michele Romagnoli)
l'attore -forse in questo sta l'immedesimazione quasi
impressionante nel ruolo- era veramente alcolizzato…
Un film nero, pessimista, venato da un fondo di malinconia che
accompagna lo spettatore sin dalle prime immagini e che lo guida,
senza soluzione di continuità, in un percorso lungo la strada
"ignota" della vita e della morte. In un tardo
pomeriggio, segnato da un cielo plumbeo e da strade piene di
ostacoli, si svolge l'ultimo atto dell'esistenza per un uomo
qualunque: nessuno può sfuggire alle leggi della natura e quando
l'esistenza giunge al "crepuscolo", quando l'ora fatale
scocca inesorabile non ci si può sottrarre…
Qualche lieve somiglianza (forse tutt'altro che casuale), con il
film del ciclo Lucio Fulci presenta Non avere paura di zia Marta
(diretto da Mario Bianchi), per l'impostazione temporale della
storia: il film procede temporalmente a ritroso e la fine coincide
-cronologicamente- con l'inizio…
La
storia della distribuzione della pellicola ha dell'incredibile:
quando Fulci realizza un film "maturo", raffinato e
significativo (probabilmente anche la critica più ostica lo
avrebbe osannato), paradossalmente, rimane destinato all'oblio.
Passato più di dieci anni fa su uno dei primi canali digitali a
pagamento, ad oggi l'opera migliore di Fulci rimane inedita, non
avendo goduto nemmeno della distribuzione in sala.
E il rammarico aumenta, pensando a cosa Fulci ci avrebbe potuto
abituare se, anche in passato, gli fosse stato concesso di
lavorare in totale libertà e con attori di tale rilievo, come
John Savage…
Unico film dell'autore fatto siglare, per il mercato estero, sotto
pseudonimo come H. Simon Kittay...

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