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PHANTASM
(AKA Terror at the opera)
Interpreti: A. Michael Baldwin, Bill Thornbury, Reggie Bannister,
Angus Scrimm, Lynn Eastman
Regia: Don Coscarelli
Anno: 1979
Durata: 90 min. ca


Morte.
Punto di intersezione tra due mondi paralleli, pensiero minaccioso
che rende le persone schiave delle proprie paure, incubo atavico
perforatore della psiche umana che volenti o nolenti, confluisce
in mera rassegnazione del genere umano, dovuta al lento ed
inesorabile avvicinarsi dell'agognato momento. La Morte, appunto.
Lenta ed inesorabile così come lo sono i passi e l'incedere dello
scarno becchino che rappresenta l'apparato e l'ossatura di questo
Phantasm. "L'Uomo Alto", incarnazione allegorica del
male di vivere, della solitudine, della perdita dei cari, degli
amici, di tutte quelle malinconiche patologie, di cui riusciamo
dopo innumerevoli sforzi a venirne fuori, con un qualcosa
nell'animo che ci ha accresciuto e ci rende più forti di prima.
Codesta, è la simbologia del film di Don Coscarelli, e dopo
questa doverosa parentesi indugiamo volentieri sulla sinossi del
film.
Mike
(A. Michael Baldwin) è un ragazzo caduto in un profondo stato di
depressione causa la prematura scomparsa dei genitori. Sul finire
della cerimonia funebre focalizza l'esile sotterra morti del paese
caricare in un carro funebre, con la sola forza delle sue ossute
braccia una arcigna bara. Tale macabra figura destabilizza l'animo
del giovane che tenta senza gaudio alcuno di raccontare quanto
veduto all'unica persona in cui riversa stima ed affetto, ossia
suo fratello Jody (Bill Thornbury) che stenta a credere a quanto
dettogli. Il coriaceo protagonista non si da per vinto e in una
delle sequenze maggiormente impregnate di tensione si reca nel
cimitero di Morning Inside per far luce sugli strani accadimenti.
Una volta addentratosi nella camera mortuaria, lunghi e pallidi
corridoi fanno da macabra e claustrofobia cornice.
Eccolo:
il temibile e pallido becchino scopre il giovane aggirarsi lesto e
quatto e decide di inseguirlo, ma il piccolo ha la meglio. Di
più. Riesce anche a tagliare un dito al Signore Della Morte e a
fuggire da quella amena landa. Tornato a casa ripone il cimelio di
carne e sangue in un contenitore, notando che secerne una
abominevole melma giallastra che trasmuta in orribile mostro
volante. Con l'aiuto di Reggie (Reggie Bannister), figura che
rivestirà notevole importanza nel proseguo della serie, si
riuscirà nell'intento di ostacolare il diabolico piano di
conquista di Tall Man.
Sicuramente
non si sta disquisendo su un lungometraggio qualsiasi, scevro del
più iniquo significato. Tutt'altro. La produzione di Coscarelli (Bubba
Ho Tep) è filosofia fatta ad arte, creata dal nulla, che dimostra
quanto sia importante disporre di idee originali ed
all'avanguardia piuttosto che di corposi budget coadiuvati da
peccaminosi special effect, stendardo di registi megalomani.
Girato con soli trecentomila dollari, vanta come cast amici e
familiari del regista che danno lampante prova di discrete
capacità recitative.
Invero,
ha l'insigne merito di aver lanciato nella schiera dei"Villain"
del cinema il venerando Tall Man che con le sue camminate lente ed
inesorabili e le famigerate quanto letali sfere si è ritagliato
una posizione di illustre prestigio nella cinematografia di
genere. Onore e merito ad Angus Scrimm per la caratterizzazione,
priva di lacune e/o sbavature.
Sarò
serafico: una chicca imperdibile per gli amanti dell'horror
vecchio stampo, con atmosfere sulfuree ed ammiccanti. Tacciato,
ingiustamente di una eccessiva lentezza, quest'ultima è una sorta
di preparazione all'apocalisse ed ecatombe finale, ripresa
esattamente dal suo seguito "Phantasm II", potabile ma
inferiore su tutti gli standard qualitativi.
In
definitiva, val bene una visione.
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