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Non Aprite Quella Porta
Regia: Tobe Hooper
Interpreti: Marilyn Burns, Paul Partain, Edwin Neal, Gunnar Hansen
Anno: 1974
Durata: 83 min.

La
storia si svolge nel caldo agosto del 1973. Un gruppo di amici (Sally,
Frank, Jerry, Pam e Kirk) si trova in viaggio in una zona rurale del
Texas col loro furgone; durante il tragitto danno un passaggio ad un
ragazzo un po' squilibrato, la cui famiglia, secondo il suo racconto,
possiede un mattatoio. I suoi comportamenti sono alquanto bizzarri e, in
un eccesso d'ira, ferisce Frank, un portatore d'handicap. Il pazzo viene
sbattuto fuori dal furgone e i 5 amici proseguono fino ad una vecchia
fattoria abbandonata, appartenuta al nonno di Sally e Frank. Per trovare
del refrigerio, Pam e Kirk decidono di fare una nuotata; non troveranno
l'acqua, ma una fattoria piuttosto bizzarra. Durante la perquisizione,
entrambi cadranno vittime degli "inquilini": un uomo robusto e
col volto coperto da una maschera di cuoio li farà a pezzi con una
motosega. Sotto i suoi colpi cadranno anche Frank e Jerry, che
perlustravano la zona alla ricerca dei compagni scomparsi, mentre Sally
viene catturata e presentata al resto del nucleo famigliare: oltre a
Leatherface, ne fanno parte il cuoco (proprietario del un distributore
dove i ragazzi avevano chiesto in precedenza informazioni),
l'autostoppista profanatore di tombe ed il vecchio incartapecorito
nonno. La famiglia di psicopatici è dedita al cannibalismo ed è
responsabile della violazione di alcuni loculi nei cimiteri limitrofi:
prelevano alcune parti dei corpi dei cadaveri per utilizzarli come
arredamento! Sally viene sottoposta ad una serie di torture
psicologiche, dalle quali ne uscirà con la mente in subbuglio…
Film
allucinato ed allucinante, opera prima e mai eguagliata da Tobe Hooper,
nonostante le numerose pellicole che dirigerà negli anni successivi. Il
cappello iniziale cita gli eventi come realmente accaduti, ma si tratta
semplicemente di una frase promozionale per attirare attenzione e
spettatori. In realtà la fonte primaria d'ispirazione sono state le
gesta di un famoso serial killer anni 50, Ed Gein, che scuoiava le sue
vittime per adornare la sua casa. Hooper riesce a colpire magistralmente
la fantasia del pubblico con immagini decisamente forti per l'epoca,
puntando l'attenzione sull'angoscia della protagonista Sally e sulla
presenza fisica di Leatherface. Sarà infatti quest'ultimo l'attrazione
principale della pellicola, destinato a diventare un'icona del cinema
horror, con la sua famosa motosega ostentata come un trofeo. La
sceneggiatura è alquanto semplice e limitata, ma sufficentemente
terrorizzante da inchiodare alla poltrona. Verranno realizzati alcuni
sequel in futuro, ma non con la stessa intensità emotiva. Un must
assoluto del cinema horror.

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