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NIGHTMARE 3 - I guerrieri
del Sogno
Interpreti: Robert Englund, Heather Langenkamp, Patricia Arquette, Zsa
Zsa Gabor,
Craig Wasson, Laurence Fishburne, John Saxon
Regia: Chuck Russell
Anno: 1987
Durata: 96 min.

50
anni fa una suora viene violentata da un'orda di maniaci sessuali
all'interno di un manicomio; il frutto di questo terribile stupro è il
mostro che domina gli incubi dei giovani di Elm Street che porta il nome
di Freddy Krueger.
Nancy Thompson (la protagonista del primo film ed interpretata da
Heather Langenkamp) torna nella sua cittadina, dopo aver conseguito la
laurea in psicologia, e tenta di capire cosa c'è dietro una catena di
suicidi insoliti. Freddy, per nulla appagato dal bagno di sangue dei
primi due capitoli, si troverà di fronte un gruppo di ragazzi molto
agguerriti (i guerrieri del sogno appunto), che, vinti i loro handicap
nella vita terrena, lo impegneranno in sogno in una serie di scontri
all'ultimo sangue. Nancy inizia ancora una volta a combattere l'incubo
che ha segnato la sua vita, aiutata da Kristen (una ragazza con il
potere di far entrare le persone nei suoi sogni); il tutto tra
scetticismo e paura...
Freddy
è cambiato!!! Niente di grave non preoccupatevi, è ancora quel
terribile massacratore con gli artigli che conoscevate; ha solo aggiunto
quella ventata di ironia che lo ha reso uno dei cattivi più in voga di
sempre nella storia del cinema horror. Inizia infatti con questo film la
metamorfosi di Krueger che Craven stesso (ideatore del mostro) aveva
preventivato (essendo suo il soggetto), con l'utilizzo di battute
ironiche che Freddy usa con le sue vittime di turno. Altra peculiarità
è la luce che si apre nel passato del mostro, molto richiesta dai fans,
circa la madre e sul come è venuto al mondo.
Dopo il piccolo passo falso del secondo capitolo, il film torna a
seguire le orme iniziali, riproponendo nel cast un' ispirata Heather
Langenkamp e una bella serie di omicidi (tra cui spicca quello del
giovane le cui vene vengono usate come fili di una marionetta).
Un buon film che consacra ulteriormente Englund come icona dell'horror e
riesce a strappare qualche sorriso umoristico, giusto per diversificare
dai soliti clichè sul genere.

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